Anatomia draconica

Anatomia draconica

Come si può immaginare un essere più perfetto di… un drago, l'immagine stessa della creazione?1

Una ben misera accozzaglia di vanagloriosi rettili volanti, se proprio lo volete sapere!2

Un drago, agli occhi di un osservatore casuale, appare molto simile a un rettile. Possiede un corpo muscoloso, un collo lungo e sottile, una testa munita di corna o di creste, con denti aguzzi e una coda sinuosa. La creatura cammina su quattro possenti zampe con piedi artigliati e vola con le sue ampie ali da pipistrello. Un drago è ricoperto da spesse scaglie, che vanno dalla punta della sua coda fino all'estremità del suo muso. Ad ogni modo, come si potrà vedere nei dettagli precisati nel seguito, questa prima impressione è ben lontana dal raccontare la vera storia sulla natura dei draghi.

Anatomia esterna

Il corpo di un drago, nonostante le sue scaglie e le ali, è morfologicamente più simile a un felino che non a un rettile. Man mano che si procede nella lettura, si facccia riferimento alle tavole anatomiche riportate più avanti.

Occhi

L'occhio di un drago, come quello di un gatto, ha un'iride piuttosto grande con una pupilla allungata in senso verticale. Questa forma permette alla pupilla di dilatarsi maggiormente per ricevere una quantità di luce superiore a quella ammissibile dall'occhio umano.

La sclera, o il "bianco" dell'occhio di un drago è a volte gialla, dorata, verde, arancione, rossa o argentea, con l'iride di un colore più scuro in contrasto.

Le pupille di un drago, a prima impression, appaiono sempre come fessure verticali; tuttavia, se si osservasse con attenzione l'occhio di un drago, si potrebbe individuare una seconda iride con un'altra pupilla all'interno della prima. Il drago può spostare o ruotare questa seconda apertura fino a un massimo di 90°, facendo sì che la pupilla interna si sovrapponga a quella esterna o si posizioni ad angolo retto rispetto a quest'ultima. Questa struttura oculare conferisce al drago la capacità di percepire la profondità e di mettere a fuoco gli oggetti con estrema precisione, quale che sia la quantità di luce disponibile.

L'occhio di un drago è ricoperto da una palpebra esterna coriacea e da tre paòpebre interne levigate, le cosiddette membrane nittitanti. La membrana più interna è trasparente e serve a proteggere l'occhio quando un drago vola, lotta, nuota o scava a occhi aperti. Le altre due membrane servono soprattutto per tenere pulite la membrana interna e la superficie dell'occhio. Queste membrane hanno spessore e opacità maggiori di quella più interna e vicina all'occhio. Un drago può usare queste palpebre interne per coprire gli occhi dai lampi di luce molto intensi e improvvisi. Gli occhi di un drago brillano al buio ma il drago può nascondere questa lucentezza abbassando una o più delle sue palpebre interne; questa azione non compromette in alcun modo la capacità visiva di un drago.

L'occhio del drago visto dall'interno

Occhio di drago — T. Lockwood

Molti studiosi ignorano quanto sia veramente complesso e straordinario l'occhio di un drago. Un occhio di drago, in aggiunta alle sue quattro palpebre e alle sue due pupille, possiede anche una coppia di cristallini. Il cristallino esterno (1) ha all'incirca la stessa forma e funzione del cristallino di tutte le altre creature. Il cristallino interno (2), al contrario, è una massa di fibre muscolose e trasparenti in grado di polarizzare la luce in entrata. Il cristallino interno serve poi per ingrandire la visione del drago, oltre a conferire ai draghi la loro acuità superiore a lunga distanza.

Le retine di un drago (3) sono munite di fotorecettori sia per la visione a colori sia per quella in bianco e nero. Oltre la retina si trova il tapetum lucidum (4), uno strato riflettente che consente al drago di vedere in condizioni di penombra o di luce fioca. Un drago a tutti gli effetti vede la luce due volte, una prima volta quando questa gli colpisce la retina e una seconda volta quando viene riflessa all'esterno. E' il tapetum lucidum che fa sì che gli occhi di un drago sembrino brillare nell'oscurità.

Orecchie

Le orecchie di un drago a volte sono completamente indistinguibili dalle creste che incoronano la sua testa, in particolare quando il drago è a riposo. Le orecchie di un drago sveglio, in ogni caso, si muovono di scatto e ruotano man mano che il drago percepisce i suoni.

Alcuni draghi non hanno le orecchie esterne; i draghi scavatori e quelli acquatici sono in genere dotati di semplici cavità auricolari protette da creste ossee.

Bocca

Il morso di un drago mette in mostra fauci possenti, una lingua biforcuta e denti aguzzi. Il numero preciso e le dimensioni dei denti di un drago dipendono dall'età, dall'habitat e dalla dieta del drago; in ogni caso, la dentatura di un drago comprende di solito quattro canini molto sviluppati (due superiori e due inferiori) che in parte curvano verso l'interno e possiedono bordi taglienti su entrambe le estremità. I canini sono l'arma principale di un drago; quest'ultimo li utilizza per infilzare e uccidere le sue prede.

Gli incisivi superiori e inferiori del drago, che si trovano nella parte frontale della mandibola, hanno sezione ovale e estremità congiungenti in punta. Quando un drago afferra con la bocca una preda di grandi dimensioni, questi denti strappano una porzione semicircolare di carne.

Un drago, oltre ai canini di ciascuna mandibola, presenta una serie di molari simili a picchetti che lo aiutano a stringere la presa. Un drago, che non ha una dentatura adatta per la masticazione, di solito fa a brandelli la preda per ridurla in piccoli pezzi di carne più facili da inghiottire. Un drago è in grado di produrre un movimento di tagliatira con i suyoi incisivi, muovendo avanti e indietro la sua mandibola inferiore e scuotendo la sua testa da una parte all'altra, in modo che gli incisivi possano rapidamente tranciare la carne e le ossa.

Molti draghi imparano ad afferrare la preda e, in modo letterale, a percuoterla fino alla morte. Altri draghi hanno perfezionato la tecnica di ghermire la preda e inghiottirla in un solo boccone.

Alcuni cacciatori millantano di riuscire a tener stretta la bocca di un drago, impedendogli così di mordere. In verità, un drago esercita una pressione maggiore quando chiude le sue fauci di quella che esercita aprendole, tuttavia impedire a un drago di aprire la bocca è un'azione che richiederebbe una forza davvero prodigiosa. Anche qualora un avversario riuscisse a stringere le fauci di un drago, quest'ultimo potrebbe scrollarsi di dosso il nemico con un brusco movimento della testa, afferrare l'attaccante con i suoi artigli o fare entrambe le cose.

Corna, spine e sporgenze

Le spine, le creste e le altre sporgenze che incoronano la testa di un drago fanno sembrare la creatura un avversario formidabile e questa è la loro funzione principale.

Le corna di un drago sono protuberanze ossee che si sviluppano direttamente sul cranio del drago. Un drago con le corna curvate all'indietro può usarle per rimuovere sporco o parassiti dalla sua pelle, oltre che impiegarle per proteggere la parte superiore del suo collo in combattimento. Le corna che crescono sulle due parti laterali della testa di un drag permettono, a loro volta, dsi proteggere la testa stessa.

Anche le spine di un drago sono ossee, sebbene più morbide e flessibili delle sue corna. Le spine sono immerse nella pelle di un drago e fissate allo scheletro grazie ai legamenti. Le spine sono per lo più situate lungo il dorso e la coda del drago. Le spine, a differenza delle corna, sono mobili, con gradi di libertà che dipendono dalla specie del drago in questione e dalla loro posizione lungo il suo corpo. Le spine sul dorso di un drago, per esempio, si possono soltanto alzare e abbassare, mentre quelle che incoronano le orecchie si possono muovere in svariati modi.

Le creste sul dorso e la coda di un drago gli consentono di mantenersi stabile mentre vola o nuota.

Zampe

Le zampe di un drago, se valutate dagli occhi di uno studioso che conosce qualcosa del mondo animale, sono senz'altro non rettili, nonostante la loro ricopertura di scaglie. Le zampe di un drago sono più o meno posizionate direttamente sotto il suo corpo allo stesso modo dei mammiferi (le zampe dei rettili tendono perlopiù a volgere sui fianchi, offrendo una stabilità e una mobilità inferiori rispeto a quella dei draghi e dei mammiferi).

I quattro piedi di un drago sono simili a quelli di un grande volatile. Ogni piede ha tre o quattro dita protese in avanti e artigliate (il numero è variabie persino tra i draghi della stessa specie), più un dito opponibile, anch'esso artigliato, un po' più arretrato lungo il piede e orientato grosso modo all'interno, verso il corpo del drago, come un pollice umano.

Anche se le zampe anteriori di un drago non sono propriamente prensili, un drago può afferrare oggetti conle sue zampe anteriori purché questi non siano troppo piccoli. Un drago, sebbene la sua presa non sia così salda da consentire di impiegare utensili, di scrivere o di impiegare un'arma, è comunque in grado di sollevare e di trasportare oggetti. Un drago è inoltre capace di maneggiare congegni magici, come le bacchette, e può completare le componenti somatiche necessarie per lanciare gli incantesimi che è in grado di utilizzare (vedi Capacità Magiche). Alcuni draghi sono abbastanza agili da ghermire una preda con le zampe anteriori, sollevarla e poi trasportarla via in volo.

Un drago può anche afferrare le vittime con i "pollici" delle sue zampe posteriori, ma la presa è meno salda e precisa di quella effettuata con le zampe anteriori.

Pelle e scaglie

L'epidermide di un drago ricorda la pelle di un coccodrillo: dura, coriacea e spessa. Un drago, tuttavia, rispetto a un coccodrillo, ha cntinaia di scaglie dure e perenni che ricoprono tutto il suo corpo. e scaglie del drago sono cheratinizzate, come le spine. Le scaglie, tuttavia, a differenza delle spine, non sono collegate allo scheletro, e il drago non è in grado di muoverle. Le scaglie sono molto più dure e meno flessibili delle spine, con una resistenza ai colpi che supera quella dell'acciaio.

Le scaglie più grandi di un drago sono attaccate alla sua pelle soltanto lungo un bordo e si sovrappongono le une alle altre come le tegole di un tetto o le piastre mobili di un'armatura completa. Queste scaglie coprono il collo, la parte molle del ventre, i piedi e la coda del drago. Al muoversi del drago, le scaglie tendono via via a seguire la direzione lungo la quale si flettono la pelle e i muscoli, e a volte, per questo movimento, la parte libera delle scaglie si solleva in parte. Questo fenomeno ha portato alcuni studiosi a concludere erroneamente che un drago potrebbe alzare e abbassare le scaglie nello stesso modo in cui un uccello si arruffa le penne.

La maggior parte delle scaglie di un drago è più piccola e attaccata alla pelle vicino al proprio centro. Queste scaglie si congiungono le una alle altre per disegnare sulla superficie del corpo una tessitura tutta zigrinata. Le scaglie sono tanto grandi quanto basta per formare uno strato continuo di armatura naturale che copre tutto il corpo, persino quando esso si allunga o si gonfia fino alla sua estensione massima. Quando il corpo si rilassa o si contrae, la pelle sotto le scaglie tende ad avvolgersi e incresparsi, anche se le scaglie congiunte danno al corpo un aspetto abbastanza levigato.

Le scaglie di un drago crescono per tutta la sua esistenza, quantunque molto lentamente. Un drago, diversamente dalla maggior aprte delle creature a scaglie, non perde né la sua pelle né le singole scaglie. l contrario, le singole scaglie diventano sempre più grandi man mano che il suo corpo cresce e si sviluppa. Una scaglia, nel corso degli anni, può scolorirsi e scheggiarsi lungo i bordi, ma la sua lenta crescita in genere è più che sufficiente per rimpiazzare qualsiasi parte si sia spezzata. I drahi avolte perdono le scaglie, soprattutto se subiscono ferite gravi in battaglia. Le vecchie scaglie spesso cadono sul terreno delle tane occupate da più tempo.

Quando un drago perde una scaglia, quest'ultima viene in genere sostituita da una nuova, che cresce al suo posto. La nuova scaglia tende a essere più piccola, sottile e debole di quelle che la circondano. Questo fenomeno sarebbe all'origine dei racconti bardici sui punti deboli che si trovano lungo le corazze dei draghi. Questi racconti sono di persé veritieri, anche se è improbabile che una sola scaglia in tutto il possente corpo di un drago lo renda particolarmente vulnerabile agli attacchi.

Coda

La coda lunga e muscolosa di un drago per lo iù funge da timone di volo. Un drago, oltre che come arma, utilizza poi la sua coda per spingersi in avanti mentre nuota.

Ali

Le ali di un drago sono formate da una membrana di ossa senza scaglie che si distende lungo un castello di ossa forti, ma leggere. I poderosi muscoli del petto del drago forniscono la potenza necessaria per volare.

La maggior parte dei draghi possiede ali simili a quelle dei pipistrelli, sorrette da corte membra alari, che terminano con un artiglio sporgente e atrofizzato. La superficie dell'ala è per lo più costituita da una membrana che si stende lungo le "dira" delle ossa (le falangi alari; vedi sotto Scheletro), e oltre l'arto alare stesso.

Alcuni tipi di draghi hanno ali che ricoprono l'intera lunghezza del loro corpo, quasi come se fossero le pinne pettorali appiattite ed espanse dei diavoli di mare. Anche questo tipo di ala è sospesa a un arto alare dotato di falangi, il quale sostiene circa un terzo dell'ala, la parte anteriore, mentre il resto dell'ala si appoggia su spine ossee modificate, atte soltanto al controllo dei muscoli e dotate di mobilità ridotta.

Anatomia interna

La somiglianza dei draghi ai rettili, come si potrà leggere nel seguente paragrafo, è soltanto apparente. Via via che si procede nella lettura, si vedano le corrispondenti illustrazioni.

Scheletro

Scheletro di drago — T. Lockwood

La maggior parte degli studiosi, nonostante gli scheletri completi di draghi siano molto difficili da trovare, concorda sul fatto che lo scheletro di un drago è composto da più di 500 ossa contro le oltre 200 che costituiscono lo scheletro umano. Le ossa delle ali e della spina dorsale di un drago, più di tutte le altre, contribuiscono a creare questo divario.

Le ossa dei draghi sono molto dure, pur essendo piuttosto leggere. Osservando le ossa lungo una sezione trasversale, si può vedere un tratto centrale o diafasi di forma rubolare, costituito da piccole camere concentriche e sfalsate come nel caso di un edificio in mattoni. Le lamine di tessuti connettivi e i vasi sanguigni si insinuano tra uno strato e l'altro.

Il diagramma a corredo mostra uno scheletro di drago completo. Le parti più importanti dello scheletro sono brevemente descritte di seguito.

La carena o sterno (1), è un osso piatto situato nella parte anteriore del torace su cui si articolano i muscoli pettorali che fanno funzionare le ali di un drago. La scapola draconica (2) sorregge l'ala. Le ossa metacarpali draconiche (3) e le falangi alari (4) fungono da tensori della membrana alare, il patagio. In alcuni draghi l'ulna draconica (5) possiede un rigonfiamento osseo sull'articolazione del gomito, il cosiddetto olecrano alare (6), che fornisce resistenza aggiuntiva all'ala.

La tredicesima vertebra cervicale (7) è situata alla base della colonna vertebrale e sostiene la testa del drago. Tutti i draghi puri, quale che sia la loro taglia, grande o piccola, hanno esattamente 13 vertebre cervicali, 12 vertebre toraciche, 7 vertebre lombari e 36 vertebre caudali.

Principali organi interni

Organi interni di un drago — M. Nelson

Gli organi interni di un drago hanno peculiarità considerevoli che nel loro insieme contribuiscono alle eccezionali caratteristiche dei draghi.

Occhi

Gli occhi di un drago (1) sono leggermete più grandi di quanto non appaia all'esterno. Il bulbo oculare ha sede nel cranio e soltanto una piccola parte del bulbo iene esposta quando il drago apre gli occhi. Questi occhi così grandi permettono al drago di vedere a una istanza superiore. La forma sferica dell'occhio consente al drago di muovere l'occhio lungo un ampio oarco, che gli permette di estendere il suo campo visivo.

Cervello

Il cervello di un drago (2) è molto grande, persino per una creatura di questa taglia,e continu a svilupparsi man mano che il drago cresce. I centri sensoriali sono ultra-sviluppati con lobi specializzati che si connettono direttamente agli occhi, alle oreccie e alle cavità nasali. Il cervello è caratterizzato da ampie aree dedicate alla memoria e al ragionamento.

Laringe

La laringe (3) contiene numerose cavità vocali molto sviluppate che permettono a un drago di controllare con grande padronanza il tono e l'altezza della sua voce. Un drago può emettere una voce stridula come quella di un corvo o profonda come quella di un gigante. Alcuni studiosi, dopo aver osservato come il linguaggio Draconico contenga molti suoni aspri e sibilanti, hanno tratto la conclusione che le capacità vocali dei draghi sarebbero limitate, ma in realtà le cose non stanno affatto così. I draghi parlano un linguaggio stridulo perché è nel loro interesse parlare in questo modo.

Trachea

La trachea (4) collega la laringe ai polmoni. E' il canale respiratorio del drago, attraverso ui passa anche la sua arma a soffio.

Polmoni

Gli ampi polmoni di un drago (5) occupano buona parte della sua cavità toracica. La struttura dei polmoni, che permette di estrarre ossigeno sia in fase di ispirazione sia in fase di espirazione, è simile a quella degli uccelli. I polmoni, oltre a essere gli organo della respirazione, tramite le secrezioni prodotte dal fondamento draconico (vedi sotto), generano l'arma a soffio di un drago.

Cuore

Il possente cuore di un drago (6) è formato da quattro cavità, proprio come il cuore di un mammifero.

Fondamento draconico

Il fondamento draconico (7) è una ghiandola che possiedono soltanto i draghi puri. Attaccato al cuore, si trova al centro dell'attività elementale all'interno del corpo di un drago. Tutto il sangue che scorre nel cuore passa attraverso questo organo, prima di circolare nel resto del corpo.

Il fondamento draconico fornisce ai polmoni l'energia per emettere l'arma a soffio di un drago e inoltre interpreta un ruolo centrale nel favorire l'efficientissimo metabilismo del drago, che trasforma la maggior parte di ciò che la creatura ha divorato in energia utilizzabile. I vasi sanguigni, i nervi e i cnali collegano direttamente il fondamento draconico ai muscoli alari del drago, fornendoli di una vasta quantità di energia, oltre che giungere fino ai polmoni e allo stomaco.

Stomaco

Un drago digerisce il suo cibo con una combinazione di potente azione muscolare e di forza elementale. Il tessuto interno dello stomaco (8) è rivestito di placche ossee che macinano i bocconi di cibo; l'organo nel suo insieme è alimentato dalla stessa energia elementale che il drago utilizza per la sua arma a soffio.

Sistema muscolare

Sistema muscolare di un drago — T. Lockwood

Le carcasse di drago intatte sono persino più difficili da trovare degli scheletri di drago completi, perciò qualsiasi atlante anatomico che descriva il sistema muscolare dei draghi sarà piuttosto approssimativo. A ogni modo, considerato il numero di ossa che costituisce uno scheletro di drago, i muscoli di drago sono nell'ordine di grandezza delle migliaia.

Il sistema muscolare di un drago nel suo insieme è simile a quello di u grande felino, con muscoli più forti nel petto, nel collo e nella coda. La tavola a fianco illustra i principali gruppi muscolari del corpo di un drago.

I muscoli che permettono il volo sono quelli di maggior interesse per gli studiosi. Questi muscoli possono liberare una forza possente e consumare un'analoga quantità di energia (fornita dal fondamento draconico). I muscoli del volo sono situati nel petto e nelle ali stesse. Il pettorale alare (1) è il principale muscolo del volo e rende possibile il battito d'ala discendente. Il trapezio dorsale alare (2) provoca l'elevazione dell'ala dall'alto verso il basso. Il deltoide alare (3) e il cleidomastoide alare (4) sollevano l'ala e la portano avanti e in alto.

I muscoli alari servono innanzitutto per controllare i movimenti delle ali, che a loro volta permettono di controllare i movimenti delle ali, che a loro volta permettono al drago di compiere manovre in volo. Il tricipite alare (5) e il bicipite alare (6) avvolgono e dispiegano le ali. Il flessore alare ulnale (7) e il tensore alare radiale (8) permettono di flettere e di tendere le ali.


Bibliografia
1. Andy Collins, Skip Williams, James Wyatt Draconomicon — il Libro dei Draghi, Wizards of the Coast, 3 Edition & Hasbro, 2003

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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