Solo perché sono diversa (lettera aperta al giornale)

Solo perché sono diversa (lettera aperta al giornale)

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Belle lettrici e dritti compari lettori,
con un manifesto mi vien detto che sol per il motivo d'aver di nascita un pastrocchio or devo a casa mia stare nell'occhio: additata! guardata a vista!
Dovrò giustificare il mio passo nella mia città!
Care mie, amati!
La vostra Mandolino orfana due volte in casa propria? Chi, sorelle mie, amati rossi, chi può dire quale colore è giusto per il nostro Anello? Chi e su chi?
Guardate adesso, dove finisce il vostro gomito al bancone: il vostro vicino! E' un tiefling? Non è di razza giusta? Mezzelfo? Venti secoli or sono un tanar'ri stuprò una sua ava? Mi vengon oa dire che siam di dubbia appartenenza. Noi che siam nati nell'alveare o alla bassa, noi che a carponi per il Bazaar abbiamo imparato a camminare da soli.
Orfani due volte ora ci vogliono.
Abbiamo combattuto al loro fianco, sempre! Ma con un manifesto, senza interpellanza, senza neppur un ghigno della Serenissima, or la guardia andrà a piacimento e se qualcuno dice! sorellina bellina mia! amante caro, se dicono che sei di dubbia provenienza si può essere tratti in fermo.
Con il cuore piangente qui sulla punta della mia penna, appassionate e dolci belli, madama Mandolina vi scrive queste parole preoccupata per il nostro futuro.
Sappiate che sono con voi e così il giornale cui mi onoro di rapprentare, femmine e maschi e agglomerati vari di provenienza certa o dubbia.
Resistere.

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