Aluac'Tarn

Aluac'Tarn

Scheda: Aluac'Tarn


- Epiteti: no

- Specie: Tiefling (planare)

- Archetipo: no

- Genere: Femminile

- Età: 182 anni

- Classe: (Probabilmente) Guerriero

- Divinità o entità venerata: Sconosciuta, probabilmente Shar, Selvetarm o Tempus. In precedenza Lathander, Tymora e Uthgard

- Allineamento: Caotico Neutrale

- Fazione o Setta e grado: no

- Luogo d'origine: Abisso, strato sconosciuto.

- Luogo di residenza: Piano Materiale, pianeta di Toril, continente di Faerûn . Da molto tempo viaggia tra le varie città e nazioni del continente senza stabilirsi in modo permanente.

- Linguaggi: Comune, Drow, Abissale

- Alleati: Naz'Jatar (amante), Gabriel Drachmut (alleato), Ormtaz (maggiordomo slaad).

- Nemici: no

- Segni particolari: È dotata di un olfatto estremamente sensibile. Per via dei suoi trascorsi, conosce molto bene la cultura e la società dei drow.


Descrizione

Descrizione fisica

A differenza di molti tiefling, che condividono soltanto uno o due tratti con i loro progenitori immondi, l'aspetto di Aluac si discosta di molto da quello di un comune umano: la stazza fuori dal comune, che sfiora o supera i due metri d'altezza, la coda uncinata, gli artigli ricurvi, neri e affilati che ornano l'estremità di ogni falange, le zampe canine, l'orribile voce sdoppiata e distorta e le lunghe corna ondulate la rendono più simile ad una bestia — se non direttamente ad un mostro — per gran parte delle persone. La sua postura tuttavia è composta ed elegante, dovuta forse al doversi mantenere perennemente in equilibrio sulle zampe. Il viso è regolare e singolarmente bello, dotato di occhi violacei e lattiginosi, con i capelli grigi che si innestano a V sulla fronte, conferendo al volto una peculiare forma a cuore.

Descrizione caratteriale

Buona… cattiva… faccio quel che devo, quando devo. Che sia chiaro.1

Avendo forzato una natura estremamente violenta entro una rigida disciplina fisica, combattiva e morale, Aluac non prova alcuna vergogna per il proprio aspetto o retaggio e ne fa anzi motivo di vanto, cosi come dei modi pazienti e cortesi e di un alquanto bizzarro codice d'onore, riservandosi, ovviamente, di "metterli da parte" ogni volta che qualcuno la irrita o la offende più dello stretto necessario. Benché non abbia nessun odio particolare per gli altri, non ama neppure trascorrere il tempo con alcuno, nè sente il bisogno di alcuno, nè si conformerà alle regole e alle tradizioni di alcuno. Non aspettandosi nulla da nessuna società — ed essendo scettica verso tutto e tutti — è molto raro che venga delusa o entusiasmata da qualcosa e che il muro di asettica cortesia e rispetto che rivolge verso tutto e tutti muti in qualcosa di più umano.

Curiosità

Segni particolari

  • A causa del suo sviluppato olfatto, sostiene che quasi tutto al mondo ha un odore rivoltante. L'unica eccezione sono i limoni,
  • Non ha sempre avuto gli artigli.
  • Ama collezionare oggetti magici rari o inusuali che non vende mai, ma occasionalmente regala.
  • Conosce da vicino le usanze e la struttura della società drow.
  • È umana solo per un quarto, da parte di madre.
  • Ha ereditato dalla sua famiglia un maggiordomo slaad di nome Ormtaz.
  • È stata una fedele degli dèi Lathander, Selvetarm, Tymora e Uthgard.
  • È forse l'unica creatura vivente a non aver battuto ciglio di fronte a una seria minaccia di Zarbax nella sua forma di illithid.
  • Ha sopportato Naz'Jatar per circa 100 anni.

Non tutti sanno che:

  • Ha soggiornato, seppure per pochi giorni, nella città di Sigil.
  • Ha servito la velsharess S'faria Do'Minar come guardia del corpo.
  • Ha avuto "rapporti" MOLTO stretti con una yathrin.
  • È maestra negli stili di combattimento drow Orb Alur, Bautha Z'hin, Jivvin Golhyrr ed Ust Sreen.
  • La capostipite della sua famiglia — di nome Issaban e di razza e sesso non specificabili — è ancora in vita.
  • Ha terrorizzato e messo in fuga un pericoloso arcimago dei Piani coprendolo di effusioni, convinta ancora oggi che sia il suo nonno materno.
  • Non è l'amante di Naz'Jatar. È Naz'Jatar ad essere il SUO amante. Punto.
  • Ha visto il dio Ilmater (o un suo avatar) in una visione e, nondimeno, gli ha nettamente rifiutato di divenire una sua fedele

Storia

Nell'Abisso

La storia di Aluac'Tarn incomincia in un'oscuro e sconosciuto angolo dell'Abisso, ove il glabrezu Lwak aveva istituito una sorta di piccolo regno sovrano, un'enclave di demoni minori costretti a servire un padrone più potente, mortali troppo avidi caduti nelle perverse trame del tanar'ri e schiavi catturati in giro per il multiverso: tra questi una avventuriera mezzo-demone di nome Tah, strega e viaggiatrice planare, divenuta come molte altre una schiava di piacere di Lwak e, di conseguenza, madre di uno dei suoi numerosi figli.

Essendo considerata — al pari dei suoi fratellastri — poco più che un effetto collaterale della lussuria del demone, alla bambina fu dato il semplice titolo di Alwaktah, letteralmente "prima figlia di Lwak e Tah" e non appena fu in grado di camminare per conto suo e nutrirsi di avanzi tutti si dimenticarono della sua esistenza.

Trascorsero gli anni, con le sevizie di Lwak che si facevano sempre più efferate: gli schiavi e i figli del demone venivano puniti con la tortura o la morte per il più piccolo fastidio. Ciò fino al giorno in cui Tah, la più scaltra e orgogliosa tra le schiave, osò stringere le proprie catene attorno al collo di Lwak, strangolandolo nel sonno alla presenza di tutti i suoi servi: ciò che ne seguì fu un orribile festino, un sabba in cui le carni di Lwak, dei suoi figli e dei servi che avevano dannato altri per ottenere privilegi furono dilaniate e divorate. Appena una bambina, Aluac assistette all'assassino di tutti i suoi fratelli in una raccapricciante orgia di sangue, venendo lei stessa strappata alle mani dei carnefici da Tah e risparmiata solo per paura di eventuali ripercussioni della nuova Signora.

Tuttavia, Tah non si preoccupò nè di comandare gli altri schiavi nè tantomeno di guidarli verso la salvezza e si limitò a portare via con sè la figlia, salvo affidarla poche settimane dopo alle cure di un villaggio di tiefling del Sottosuolo del mondo di Toril e proseguire per la propria strada, scomparendo nel nulla.

Il Sottosuolo

I tiefling del villaggio si presero cura della giovane Aluac, tentando per quanto possibile di farle scordare quanto visto e sentito e di farle condurre una vita "normale"; in quegli anni, la ragazzina imparò a maneggiare la spada e a portare l'armatura dal maestro d'armi del villaggio; venne cresciuta un po' da tutti fino a diventare una giovane donna. Ad un'età corrispondente a circa quindici anni umani, tuttavia, venne esiliata dal villaggio, con grande fretta e grande tristezza, per l'omicidio del figlio del suo maestro, causato da una improvvisa crisi d'ira dovuta alla mancata padronanza del suo sangue demoniaco. Tale condanna, nel Sottosuolo, equivale nel peggiore dei casi a morte certa, nel migliore ad essere catturati dai nani grigi e venduti come schiavi al migliore offerente: Aluac ebbe sufficiente fortuna da non essere divorata dai mostri che popolano il Sottosuolo, e a non essere impiegata come semplice manodopera o combattente nelle arene illithid.

A causa del suo particolare aspetto e del suo bel viso, venne acquistata da una delle tante case di piacere della città drow di Ched Nasad, passando poi di mano in mano per vari padroni, venendo acquistata da un nuovo prima che il vecchio padrone potesse stancarsi di lei e diventando, da semplice ninnolo, una combattente sempre più esperta. Giunta quasi al culmine della sua carriera, era ormai divenuta un sicario freddo e preciso, serva di una potente jalil (femmina drow) della città di Rilauven; venne dunque inviata come spia tra le fila di un gruppetto di ribelli che avevano voltato le spalle alla dea Lolth, con lo scopo di farsi affidare un incarico di vitale importanza salvo poi distruggerli alla prima occasione.

Là, portato da chissà quali affari ed invischiato da chissà quali debiti si trovava Naz'Jatar, che le venne affiancato come "aiuto". Egli, tuttavia, si rivelò un ostacolo che aumentava di molto il rischio che Aluac fosse smascherata; la tiefling pensava che, con la sua assoluta mancanza di sottigliezza (per non parlare di tutto il resto), sarebbe stato impossibile concludere qualcosa; Naz'Jatar, inoltre, era uno dei compagni più irritanti che le fossero mai stati affiancati. Nonostante tutto ciò, quando il suo compito fu portato a termine, Aluac'Tarn lo condusse lontano dal campo di battaglia mentre i ribelli venivano uccisi e lo presentò alla jalil come un elemento valido e prezioso, da mantenere in vita. Al diniego della drow, questa pagò l'errore di aver contrariato e tenuto come serva qualcuno in grado di ucciderla; Aluac, finalmente libera dopo quasi ottant'anni di servitù, non trovò nulla di più interessante da fare che cominciare a viaggiare con Naz'Jatar, forse incuriosita dal suo entusiasmo, dalla sua leggerezza e dal suo palese candore verso il resto del mondo.

I viaggi

Di questo periodo giungono brandelli confusi di informazioni, che li vedono protagonisti di alterne vicende nelle Marche, nei dintorni di Waterdeep, alcuni dicono persino nel deserto dell'Anauroch. E' difficile dire di preciso cosa abbia portato Naz'Jatar e Aluac'Tarn a separarsi: si sa solo che si trovarono in una situazione in cui solo uno dei due poteva sopravvivere e l'altro doveva andare incontro a morte certa, e che fu Aluac a scegliere per entrambi. Come sia sopravvissuta, è un mistero; ma per mezzo secolo trascinò la sua carcassa, tentando prima di ricondurre in superficie Amber, una tiefling del villaggio: una sorella, sebbene di sangue diverso. Aluac, tuttavia, finì nuovamente in catene nel Sottosuolo. Da là, insieme col combattente Gabriel Drachmut, servo dell'illithid Zarbax, fuggì di nuovo, solo per trovare ulteriori delusioni, tradimenti, rifiuti e schiavitù.

Dopo mezzo, lungo, tormentato, triste secolo, incontrò nuovamente Naz'Jatar: se la sua presenza sia stata per lei un bene o un male è cosa difficile da dire, ma è certo che sia almeno un poco cambiata sotto l'influenza del vizioso tiefling. E' rimasta fondamentalmente inattiva sin da allora, compiendo imprese minori ed allenandosi, talvolta viaggiando per il Faerûn alla ricerca di un posto più accogliente della città di Baldur's Gate, senza trovarne alcuno. L'unica cosa certa, ora, è che Aluac non serve più alcun padrone oltre sè stessa, e che molte delle sue remore e dubbi le sono scivolati di dosso come la pioggia, lasciandole molto su cui riflettere.

Gesta

  • Ha riportato in superficie dal Sottosuolo un bambino rapito da Port Llast, dove è ancora oggi benvoluta.
  • Ha sconfitto in singolar tenzone un giovane drago bianco.
  • Ha sconfitto in singolar tenzone un abile guerriero ilythiiri della casata Filifar, Sfiar Deirdre.

Dicono di lei

.

Aluac? Beh sarà meglio che ti fai gli affari tuoi e che le giri al largo se non vuoi che l'unica cosa a girare sia il tuo collo.

È più alta di me, più forte di me, più disciplinata di me. In pratica una macchina per uccidere intrappolata nel corpo… di una macchina per uccidere. Nonostante ciò, ha nello sguardo qualcosa di calmo.

Inguaribile romantica e famigerata fautrice del proprio destino.

Una dei tanti Sanguematto che girano per Baldur's Gate. Brutta, zampe fesse e voce gracchiante e metallica, sembra più una campana stonata.

Una donna inquietante. Tuttavia, mi rende felice sapere che ci sono donne come lei nel mondo.

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Bibliografia
1. Tratto dalla pagina Aluac'Tarn su web.archive.org, archiviato da "LdF Wiki (it.ldf.wikia.com)" in data 29 Luglio 2012 - vedi la pagina.

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