Herod Hellwig - Vergogna degli Aasimar

Herod Hellwig - Vergogna degli Aasimar

Generalità

Nome: Herod Hellwig
Razza: Aasimar
Sesso: Maschile
Età: Sconosciuta
Allineamento: Dubbio
Classe: Falegname/Mago?

Descrizione

Lunga barba e capelli color cuoio invecchiato, entrambi poco curati (come d’altronde il resto della persona). La pelle è dello stesso colore di un cielo opaco. L’altezza è attorno al metro e settanta, la postura è piuttosto grezza. Buona parte della grazia aasimar delle forme sembra essere stata compromessa, data la sua corporatura asimmetrica: dal punto di vista muscolare, il lato destro del suo corpo è particolarmente più sviluppato del sinistro a causa del tempo trascorso ad abbattere alberi. Ha denti storti, e si lava poco.

Storia

Sulle origini di Herod il falegname molti tacciono, più per decenza che per ignoranza.
Quanto si è raccolto sul suo conto è ora qui riportato.

Origini

Herod aprì per la prima volta i suoi occhi cisposi ed ottusi in un mondo primario imprecisato. E’ certo che fosse figlio di un uomo molto religioso, ma purtroppo si parla di quel genere di religiosità che predilige sacrifici di esseri dotati di ragione e professa la perpetua semina del Male in ogni sua forma. Tale genitore, noto come Hellwig il Monco, aveva eretto in gioventù un isolato santuario montano dove, con i suoi sparuti adepti, era solito officiare riti e rituali in gran segreto. Il Monco era uomo dotato di grande acume, a tal punto che si diceva fosse in grado di indebolire le menti altrui a tal punto da rendere schiavi quanti lui ritenesse utili ai propri biechi scopi. E’ proprio grazie a questo talento che il Monco ottenne la propria variegata prole, incluso Herod.

Il nucleo famigliare del Monco, stando ai farfuglii di Herod, era composto da quattro figli, ciascuno da madre diversa. Il primo pare fosse un atletico mezz’orco, braccio armato del padre e ciecamente devoto alla sua causa. Pare si chiamasse Grou.
La secondogenita era umana, una terribile ragazzetta sadica di nome Ja-ju. Il padre la ritenne degna di vivere e la tenne con sè.
Il terzogenito non è ben chiaro cosa fosse. Herod ne parla come di un fratello, “Il Coso”, ma dai suoi racconti questo fratello sembra essere una specie di incrocio tra un golem, un elementale della terra e qualcosa d’altro senza classificazione. Tale essere pare parlasse a fatica e vagasse senza molta logica per il circondario nei pressi del modesto rifugio dove il Monco e la sua famiglia abitavano.
Il quartogenito, infine, è il protagonista di questa cronaca, Herod. Il Monco aveva scelto con accuratezza la madre di Herod: essa aveva origini celestiali e per tale ragione il figlio avrebbe avuto una predisposizione al mondo arcano, e ciò lo avrebbe reso l’erede ideale della sacra dottrina paterna. Inoltre piegare un aasimar ad un culto del male sarebbe stato motivo di gran vanto per il diabolico padre.
Grande fu lo sconforto del Monco quando comprese la portata del suo fallimento.
Sorvolando su questioni quali la scarsa igiene personale e l’assoluta mancanza di grazia che ben poco si addicevano ad un futuro capo carismatico, il vero problema di Herod era la sua idiozia. Non che fosse completamente scemo, ma lo era a sufficienza da sabotare qualunque insegnamento che il padre provasse ad inculcargli nella sua testa bacata. Si dice che il Monco tentò col figlio anche la via del controllo mentale, ma quando egli vide cosa affollava nella contorta psiche del proprio pargolo, gli occorsero diversi mesi di ritiro spirituale per purificarsi spiritualmente dal contatto con un intelletto tanto degradato.

No, ad Herod piaceva vagabondare, costruire cose (inutili) con il cibo, inseguire le pecore e, sopra ogni altra cosa, accanirsi armato di bastone sui fusti degli alberi. Questo finchè il Monco, per esasperazione, regalò un’ascia ad Herod sperando che, una volta abbattuti tutti gli alberi attorno a casa, egli si sarebbe spostato un po’ più distante da quei luoghi ponendo fine all’instancabile toc-toc-toc del suo operato e gli ahr-ahr-ahr della sua tonta risata che tanto disturbavano le preghiere paterne.

La maturità

Quando Herod fu sufficientemente grande, una sera il Monco si sedette ai bordi del suo letto e gli parlò: “Figliolo, smettila di ridere ed ascoltami”. Herod ascoltò, ma solo al terzo richiamo. Il Monco proseguì: “Avevo grandi piani per te: avresti condotto un’orda in nome del nostro Signore Oscuro e con essi avresti imprigionato ogni piano sotto il giogo de…”. Herod lo fissava con sguardo spento. Il Monco capì che il figlio non capiva, perciò cambiò formula. “Herod, le cose stanno così: tu sei troppo scemo, ma ho capito anche che sarai in grado di diffondere quel Male che io professo semplicemente esistendo, poiché con le tue stupidaggini e la tua presenza sgradevole inquinerai quanto c’è di buono e giusto nei mondi, e la volontà del mio Signore Oscuro sarà in qualche modo soddisfatta”. Lo sguardo perso di Herod si manteneva immutato. Il Monco sospirò e lo lasciò dormire. Il giorno dopo cacciò con affetto Herod di casa augurandogli di viaggiare il più possibile.

Secondo le voci, qualche tempo dopo l’oscuro santuario del Monco fu attaccato da una di quelle marmaglie di santi uomini combattenti. Si dice che il Monco scappò con la propria famiglia e che fondò un nuovo santuario, con ancora meno adepti, in luogo ancora più remoto. Senza alberi. Si dice anche che fece del proprio meglio affinché Herod non potesse venire a conoscenza dell’ubicazione di tale luogo.

Herod nel frattempo aveva bighellonato un po’ a destra e a manca. Prima aveva tormentato gli zotici di un piccolo villaggio nell’Est: essendo tali zotici in fondo di buon di cuore, invece che ucciderlo lo gettarono a forza in un portale planare diretto ad Automata. Ad Automata fu classificato come “Anomalia 109-4” e gettato in un portale per le Terre Bestiali, ma non si ha molta cronaca di questo periodo, ad esclusione di un certo numero di migrazioni registrate all’epoca.

Infine, più per errore che per volontà, egli giunse a Sigil.

Aggiornamenti

Sigil

Dall’arrivo di Herod a Sigil molto è avvenuto. Sembra che Herod abbia preso casa presso la Grande Banca ed abbia reso tale luogo il quartier generale della proprie scelleratezze. La sua passione per la percussione degli alberi col tempo lo ha reso un falegname e taglialegna, pur se molti ritengano che la sua capacità di realizzare articoli decenti sia frutto principalmente di fortuna sfacciata.

Herod ha iniziato a fregiarsi del titolo di Grande Herod, anche se si registrano rari casi di utilizzo di tale appellativo nei suo confronti da parte di altri abitanti della Gabbia.

Herod è stato al centro di una faida razziale con il suo vicino di casa, il tiefling Abraxas l’Arcano. A tale faida pare che ben pochi Tiefling ed Aasimar abbiano desiderato partecipare. Si dice anche che certi Aasimar abbiano contemplato la possibilità di schierarsi con il tiefling.

Herod afferma di aver subito e di subire tuttora una persecuzione da parte di demoni. Tali demoni, di forma bluastra, pare che in diverse occasioni lo abbiano costretto a ballare nudo in strada, tingersi la barba, o, nella maggior parte dei casi, a vestirsi con abiti femminili rosa. Taluni sono convinti che sotto le spoglie dei demoni si celino in realtà stregoni sigiliani determinati a tenere Herod a distanza, ma è registrato almeno un caso certo in cui un demone reale abbia costretto Herod ad indossare abiti femminili rosa fenicottero.
Questo ha spinto Herod ad indossare talvolta abiti femminili di propria iniziativa, anche in assenza di creature demoniache, reali o presunte.

In almeno un paio di occasioni si dice che Herod abbia dato asilo a criminali ricercati di Sigil, in genere sotto minacce da parte di questi ultimi alle quali Herod ha ceduto con ben poca resistenza.

Herod è solito vantarsi di diverse conquiste sentimentali, con diversi soggetti di diversa razza, genere e numero. Tra di esse spicca, stando alle sue parole, l’avventura di una sola notte con l’arcimaga sensista Asra.

Herod infine pare sia stato in grado, nel tempo, di imbrigliare la natura arcana connessa alle proprie origini. Eppure tale potere si manifesta in modo tanto scomposto da risultare solo marginalmente definibile come Magia Arcana. Alcuni osservatori hanno sospettato che questo effetto di Mezza Magia sia data da una sorta di rifiuto da parte del suo sangue celestiale di conciliarsi con un’anima meschina come quella di Herod.

Dicono di lui/lei


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