Santjago Stendhall

Santjago Stendhall

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Generalità

- Nome: Santjago Stendhall
- Razza: tiefling
- Sesso: Maschile
- Età: 35
- Allineamento: Legale Malvagio
- Classe indicativa: Guardia Nera di Asmodeus
- Piano di Origine: Sigil
- Fazione: Mercykillers

Descrizione

Descrizione Fisica:

Santjago è un Uomo dal portamento regale ed aristocratico, con il viso alto e la schiena ben dritta, tanto per l'estrazione da primaclasse quanto per l'educazione militare impartita. Della sua discendenza dalla nobile razza Baatezu, porta degli occhi color rosso acceso, una lunga coda ed i capelli color grigio, che usa portare lunghi e liberi.
Il colore della pelle, presenta il retaggio umano, tendenzialmente pallida e chiara.
Alto un metro e 90, Santjago, presenta un corpo statuario, delineato da una muscolatura asciutta e tonica, non accentuata, e tipica da un fisico costantemente allenato.
Presenta numerose cicatrici e segni dovuti alle continue battaglie.

Descrizione Caratteriale:

Freddo e insensibile come volere del padre, Santjago è spietato contro il nemico e non conosce la pietà o la compassione nonostante segua un rigido codice morale per quanto riguarda le battaglie, portandolo così ad essere solitamente corretto nelle sfide senza però, lasciare mai possibilità di sopravvivenza per l'avversario.
E' molto ambizioso e assetato di potere.
L'Ordine,che a suo parere deve essere imposto, se necessario, con la violenza e il terrore, l'Onore, sono alla base della sua vita.
Per lui, una vittoria fatta da parole e intrighi, è molto migliore che una vittoria in un duello, poichè è così che si raggiunge il vero Potere.

Storia

A Sigil nel quartiere della Signora, c'era una famiglia che alcuni chiamerebbero di "Primaclasse" che portava il cognome di Stendhall.
Essi erano per la maggior parte Tiefling di discendenza Baatezu, e dicevano che il mitico fondatore della loro stirpe, era un Diavolo della Fossa che si unì con un' umana, ma in realtà non c'era nulla di certo.
Di certo, invece, c'era che la famiglia non aveva mai provato a rifiutare la propria discendenza, anzi la seguirono in modo molto fedele, diventando devoti di Asmodeus e, divenendo molto affini al piano di Baator.
Dunque il 6 Savorus nell'anno 122 nacque da Demien ed Eleonoire Stendhall, l'ultimo discendente della famiglia, Santjago.
Demien, il capo famiglia, era una Guardia Nera di Asmodeus, cresciuto anche lui con i canoni del Nobile Casato, seguendo da giovane quello che era ormai il classico percorso di formazione che ogni primogenito degli Stendhall dovevano seguire, e che presto avrebbe seguito anche Santjago. Il padre, inoltre, faceva anche parte della Morte Rossa, raggiungendo un certo potere e, un folto numero di esecuzioni di criminali.
Santjago fino all'età di 10 anni fu cresciuto a Sigil, nel maniero Stendhall, dal padre impartendogli i primi allenamenti fisici e le prime lezioni ideologiche, ma essendo Sigil ricca di possibilità di essere sviati dalla strada verso Asmodeus, come ogni Stendhall fu mandato alla città portale per Baator, Ribcage.
Secondo tradizione Stendhall, l'ambiente della città, mandando i primogeniti in età ancora malleabile, li avrebbe fatti crescere con la mentalità ideale.
E ciò ha sempre funzionato, e nemmeno con Santjago questa tradizione fallì. Affidato ad un maestro e Guardia Nera di nome Nimh, esso lo crebbe insegnandogli le dure regole della politica, impartendogli lezione di strategia e tattica militare basilari, facendogli sviluppare la propria immaginazione solo dirette verso la Guerra, e le varie perversioni ad essa legate.
In più continuava il suo addestramento fisico con armi da punta e da taglio, ed a studiare gli oscuri libri della dottrina Asmodeiana.
Ribcage, con i suoi intrighi e macchinazioni, fece crescere il bambino Santjago, in quello che sarebbe stato il futuro uomo.
E dunque già giunto all'età di 16 anni, la sua mentalità devota ad Asmodeus era quasi formata, ed aveva iniziato a ricevere i primi doni Oscuri dal Signore del Nono.
Un giorno, quando aveva compiuto i 16 inverni, gli venne affidata una missione, che sarebbe stata cruciale per la sua Vita.
Nei pressi di Plague Mort vi era un Umano, un Mastino della città, il quale aveva osato, in un incontro passato, uccidere un importante Sacerdote di Asmodeus, e questo non poteva essere in alcun modo perdonato. Questa era la prova del Fuoco di Santjago, qui avrebbe dimostrato di essere stato ben addestrato e di essere capace di ambire a ciò che ogni Stendhall ed ogni Asmodeiano doveva ambire, il Potere.
Se fosse morto, allora significava che era solo un debole.
Ma così, per fortuna, non andò.
Santjago giunse a Plague Mort, in una buia notte che preannunciava un forte temporale.
Conosceva l'uomo e lo avrebbe trovato. Il suo nome era Aramis.
Con piccole indagini e qualche problema con dei violenti folli del luogo, riuscì a scoprire dove era casa sua, e sapeva che sarebbe rientrato presto.
Dopo aver passato la notte in qualche bordello, tornava a casa dove teneva una moglie che trattava come il peggiore straccio che ci fosse, e ovviamente è meglio non narrare ciò che poteva fargli quando aveva abusato troppo degli alcolici in taverna…
Stavolta però non era ubriaco ma molto lucido, altrimenti lo scontro sarebbe stato disonorevole.
Santjago lo fermò di fronte alla sua casa in particolare davanti alla finestra, mentre le prime goccie di pioggia iniziavano a cadere.
Il volgare Aramis, evidentemente irato per l'intoppo, chiese, con parole poco gentili ed estremamente scurrili, cosa ci facesse nel suo cammino, e Santjago rispose che la Giustizia era pronta a colpirlo, ed essa aveva sancito la sua Morte, dopo avergli ricordato il fatto.
Il Lurido Mastino scoppiò una fragorosa risata, tirando fuori l'ascia, bestemmiando contro Asmodeus e rivolgendo altre parole del rango di prima al Sacerdote morto, invitò il giovane Santjago a combattere, se era un vero uomo.
Ovviamente tutto ciò, è una versione di quello che ha disse, ripulita di ogni scurrilità.
Santjago, ben cresciuto, non ebbe esitazione, ed estrasse la sua Lama. Quell'immondo Aramis partì come il peggiore dei briganti a tentare di tranciargli la testa, ma Santjago era pronto.
Delle Oscure Parole che richiamavano i poteri del Principe degli Inganni, lo debilitarono fortemente.
Intanto la pioggia era diventata un temporale, e i tuoni ed i fulmini, si rincorrevano fra le nubi continuamente, a spettacolo dello scontro tra due esseri, di diversa estrazione e comportamento, ma pur sempre Malvagi.
Santjago alzò lo scudo, mise l'elmo pronto alla battaglia, e si avvicinò. Parò un colpo di ascia forte, lo poteva far cadere, si conficcò nello scudo ed Aramis aveva la guardia scoperta.
Così Santjago pronto a rispondere, spazzò a terra la sua coda come a prepararsi, e in un attimo gli tagliò la gola.
In quell'esatto momento, un fulmine cadeva illuminando per un solo attimo tutto, come fosse giorno, e mostrando i due combattenti come un'ombra ben distinta, i quali occhi più attenti, potevano scorgere ciò che stava accadendo fuori.
Aramis cadde esanime in una pozza di sangue scuro, bagnando la sua sporca e lunga barba nera e i suoi luridi capelli, che odoravano di un forte profumo di prostituta.
In quel momento successe qualcosa.
Santjago poteva andare via, ma qualcosa lo spinse ad entrare nella casa dell'uomo morto.
Era buio, ma sentì qualcuno avvicinarsi, con un coltello come a pugnalarlo.
Lo sentì e si voltò colpendo l'entità con la spada, uccidendola con un colpo netto. che gli passò il ventre.
Questa era una donna, probabilmente la moglie di Aramis, che lo voleva uccidere non tanto per affezione al marito, quanto per timore di far la medesima fine.
Altro sangue cadeva del ventre della donna, sporcando il pavimento, mentre essa cadeva esanime, e la spada era alla sua schiena, bagnata di altro sangue che si mischiava a quello ancora non pulito di Aramis.
Però, c'era ancora qualcosa in quella casa.
Dietro una tenda sentiva un mugolio, un animale? No, sembrava qualcos'altro.
Santjago si avvicinò scostando la tenda, e vide qualcosa che non era prevista: una bambina di circa sei anni.
La bambina era probabilmente nata da una delle violenze alla moglie, e chissà perchè quell'Aramis aveva deciso di tenerla, cresciuta ovviamente solo dalla madre.
Ecco li quella creatura inerme, che lo guardava con degli occhi che sbucavano dalle ginocchia al petto che stringeva, smarrita e spaventata, con dei lunghi capelli neri, un pò sporchi forse per l'incuria in cui viveva, vestita solo di un vestitino con cui probabilmente dormiva, prima che il rumore la svegliasse.
Però Santjago di certo non fu mosso da alcuna pietà, nè aveva motivo di ucciderla, nè c'era onore nel farlo, e di certo disgustava altri generi di grezza e lurida violenza.
Ma, un perverso pensiero gli passò nella testa in un attimo, un secondo che parve per lui eterno.
Una bambina, una creatura ancora plasmabile, come desiderava, e cosa era meglio di un alleato, un servo totalmente fedele, poichè plasmato a propria immagine e somiglianza?
E perchè lasciarla diventare anche lei, una serva dell'Abisso?
Dunque si abbassò alla sua altezza, la guardò negli occhi, e le fece un raro e forse falso sorriso, come a rassicurarla, in un momento tanto delicato che avrebbe deciso se la bambina sarebbe fuggita, o lo avrebbe seguito.
Santjago proferì le seguenti parole:

"Tuo padre e tua madre sono andati via, ti hanno lasciato qui, ma adesso ti hanno affidato a me"

Disse falsamente e proseguì

"Io sono Santjago Stendhall, e saprai conoscermi molto bene nella tua Vita".

Il nome della bambina era Vitae, ma lui, le cambiò il nome per estirpargli anche l'ultima parte di quella esistenza della Caotica città, e così la chiamò Saint'Ange.
Ritornò a Ribcage con la bambina, nonchè Discepola, premunendosi di nascondere in un sacco la testa di Aramis, in modo che Ange non la vedesse.
Santjago fece rapporto a Nihm, mentre aveva lasciato Ange, così la chiamava in modo più colloquiale ed informale, a riposare nelle sue regali stanze.
Il Maestro era soddisfatto della riuscita missione e compiaciuto della sua scelta, il Potere si raggiungieva col comando, e con i giusti alleati e servi, non solo con la forza.
Eravamo dunque all'anno 138, quando anche Ange iniziava a crescere sotto le "cure" di Santjago e del Maestro Nihm, facendo anche lei respirare l'aria di Ribcage, così da crescere come era giusto che fosse.
Sapeva che se l'avesse cresciuta bene, non si sarebbe mai dovuto fidare di lei appieno, ma sapeva che sarebbe stata l'unica vera alleata.
Da sempre ebbe un particolare occhio di riguardo per Ange, dimostrando la sua possessività verso di lei, e prendendo la sua purezza, quando era ormai diventata una donna…
Ciò però non escluse che, quando era giusto, gli dava punizioni anche corporali, per raddrizzare il suo carattere impulsivo, unendo ciò a spiegazioni, ed insegnamenti fondamentali.
D'altra parte capiva, che doveva dargli un adeguata libertà, per essere ottimale in ciò che lui ambiva.
Per questo motivo, le lasciò sviluppare la sua propensione per la Musica, insegnandole anche l'utilizzo delle Lame, che lei avrebbe dovuto imparare ad unire, alle sue personali capacità.
Così procedeva la vita di entrambi, mentre Ange diventava una donna, con la sua medesima mentalità malefica e ingannatrice, Santjago diventava un Uomo, ricevendo sempre più doni da Asmodeus, e trasmettendo la sua fede anche alla Discepola Ange, a cui insegnò a chiamarlo Maestro.
Santjago dunque raggiunse l'età di 25 anni, ed era arrivato dunque il momento di procedere nella sua formazione.
L'Addestramento a Ribcage era terminato, la sua mentalità era ormai formata totalmente nei confronti di Asmodeus, ora doveva seguire l'altra via tipica per gli Stendhall, quella della filosofia della Morte Rossa.
Perciò doveva continuare il suo apprendistato a Rigus, dove avrebbe incontrato quello che era l'ambiente dei mercykillers, e portò con sè ovviamente Ange.
Ecco quindi che i concetti di Giustizia assoluta, ed il modo diretto come le Esecuzioni di portarla, si trovarono affini ai suoi insegnamenti e, alla sua fede per il Signore degli Inferi.
Come lui aveva sempre sostenuto, era con il pugno di ferro, sia con le parole che con la forza, che la Legge poteva essere portata nei Piani, spazzando via ogni forma di Caos esistente.
A Rigus segnarono 10 anni della sua Vita, dove affinò il suo comportamento da soldato, trovò la sua filosofia e la sua strada.
Potere e Giustizia, le vie assolute della sua Vita, guidate dell'Onore e dal Codice, e da tutti gli insegnamenti avuti da Demien e Nihm. Giunse l'anno 157, era ora di tornare a Sigil ed iniziare il sua Ascesa. Sarebbe entranto nei Giustizieri, ed avrebbe scalato la gerarchia, portando la Giustizia ovunque mancava, senza pietà, senza guardare in faccia nessuno.
Però una sgradita sorpresa lo attendeva a Sigil.
Morto suo padre da due anni, la madre invece era morta ormai da 10 anni, dato che lui era lontano per l'addestramento, la famiglia era momentaneamente passata ad uno zio, fratello di Demien, un incapace, che fu sommerso dai debiti, perse il Maniero ed ogni bene degli Stendhall, per poi finire ucciso da qualche cavaliere del giro, mandato da chissà quale strozzino.
Perciò, un altro obiettivo si aggiungeva, riportare in gloria il nome degli Stendhall e, ricostruirne le fortune, affiancato dalla Discepola Ange…

Aggiornamenti

L'Entrata nei Mercykillers: Santjago, come tutti nella sua famiglia, entra a far parte della Morte Rossa, dopo aver registrato tutti i Criminali richiesti, pronto a portare la Giustizia Universale e scalare le gerarchia della Fazione.

La Rinascita degli Stendhall: L'inizio dell'opera di Santjago per far risorgere il suo Casato, dalle ceneri del fallimento dello zio paterno.

Dicono di Lui


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