Chinna-masta

Chinna-masta

Scheda: Chinna-masta


- Titolo: Potenza del Sacrificio, Notte del Coraggio (Vira-ratri)
- Epiteti: La Decapitata
- Livello di Potenza: ?
- Simbolo: ?
- Piano di residenza: Abisso
- Genere: Femmina
- Allineamento: Caotico Malvagio
- Area di influenza: -
- Adoratori: -
- Allineamento dei chierici: CN, CM, NM
- Domini: -
- Pantheon: Vedico
- Divinità alleate: -
- Divinità nemiche: -
- Arma preferita: Coltello


Aspetto fisico di Chinna-masta

Chinna-masta - by Mattias F.

I Tantra descrivono la Decapitata:

Il suo piede sinistro è sempre davanti nella battaglia, essa regge il proprio capo mozzato e un coltello. È nuda e beve voluttuosamente il fiotto di sangue-nettare che scaturisce dal suo corpo senza testa. Il gioiello sulla fronte è legato per mezzo di un serpente. Essa ha tre occhi; i suoi seni sono ornati con il loto. È sensuale e si tiene dritta sopra il dio dell'amore che mostra segni di eccitazione lubrica. Somiglia alla rosa rossa di Cina1

Natura di Chinna-masta

Una volta che il mondo ha raggiunto uno stato di stabilità, esso continua ad esistere, dipendendo, per la propria sussistenza, dalla distruzione, dalla combustione, dall'atto di divorare. Il sacrificio cosmico esprime questo processo costante, quello rituale, compiuto dalle creature intelligenti[2], e ha lo scopo di stabilire una collaborazione cosciente con la vita cosmica. I riti sono sempre una forma di sacrificio. L'aspetto di Shiva che presiede al sacrifio cosmico è il senza-testa (Kabandha). Il sacrificio vedico consiste nel decapitare la vittima2. Perciò la potenza del sacrificio è denominata "La Decapitata" (Chinna-masta). In molti Purana si trovano particolari concernenti il simbolismo della decapitazione; vi è raccontata la storia di Haya-grìva in cui viene mozzata la testa di Vishnu addormentato. [1]

In quanto forma della Notte eterna, Chinna-masta è la Notte-del-coraggio durante la quale la vittima è condotta al sacrificio.[1]

Il sacrificio

L'irradiamento solare (pravargya) è un'oblazione continua a livello cosmico. La vita che il sole riversa nel mondo e di cui il mondo vive è l'essenza da cui ogni nutrimento prende la sua sostanza. L'irradiamento del sole è paragonato ad una decapitazione perpetua dell'astro. Perciò la Decapitata rappresenta il potere di donare e di prendere la vita che ha il sole.[1]

A livello delle comuni creature non divine, [2], la prima oblazione, da cui nasce la vita, è quella dello sperma. L'offerta completa è quella del sangue di una vittima adulta. Da questa oblazione deriva il nutrimento da cui traggono sostentamento i viventi [1] oltre che alcuni non-morti come i vampiri [2]. L'atto di prendere la vita, di nutrirsi di esseri viventi, quando è inteso come partecipazione all'eterno processo cosmico, può diventare un mezzo di realizzazione spirituale invece di essere soltanto una partecipazione inconsapevole all'ordine naturale delle cose. Ecco perché l'essere consapevole mangia unicamente la carne sacrificata ritualmente e offre agli dei le primizie di ogni cibo [1].

L'intero sistema del multiverso per i seguaci del Pantheon Vedico è suddiviso in cinque forme di sacrificio. La Decapitata regna su tutte e cinque. Per i mortali, le cinque forme di sacrificio sono: il sacrificio agli elementi (bhuta-yajna), quello ai mortali (manushya-yajna, letteralmente "sacrificio agli uomini") [2], quello agli antenati (pitri-yajna), quello agli dei (deva-yajna) e il sacrificio all'Immensità (Brahma-yajna). Quest'ultimo, nella pratica, è limitato allo studio dei testi rivelati [1].

Alla fine dei riti sacrificali c'é una cerimonia chiamata "Il Riattaccamento della Testa" (Shiro-sandhana), durante la quale questa parte è simbolicamente riattaccata al corpo della vittima. Ciò rappresenta il compimento del ciclo, la resurrezione finale senza la quale il significato del sacrificio sarebbe incompleto [1].

Vedi anche: Ratri


Bibliografia
1. Alain Daniélou Miti e dei dell'India – I mille volti del pantheon induista, BUR Saggi, 2002
2. Contributi di approfondimento da parte dello staff di Planescape.it (raccordi e parallelismi fra la mitologia e la filosofia indiane e l'ambientazione di Planescape)

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