Divinità morte

Divinità morte


Benché alcuni babbi pateticamente illusi o fieramente devoti sostengano che gli dei sono esseri onnipotenti e assolutamente immortali, la prova dei fatti dimostra che le cose non stanno così. Il Piano Astrale, infatti, accoglie i relitti e i derelitti di tutti i grandi eventi occorsi nei Piani Esterni o nel Primario. Vi si possono persino incontrare, com'è noto, i corpi senza vita delle divinità dimenticate, forse morte o forse sopite in attesa di risorgere.

La morte degli dei

Come muore un dio?

Da dove deriva il potere degli dei? Sono in pochi a porsi questa domanda con atteggiamento critico: comunemente si ritiene che gli dei ricavino il loro potere — nonché la loro esistenza — esclusivamente dalla fede e dalla convinzione che i mortali riversano in loro. Tutto ciò è certamente vero ed è confermato da almeno due prove importanti.

  • La prima è la stessa scomparsa degli dei quando la fede che i mortali ripongono in loro si fa troppo debole. Molte volte, nel corso della Storia, gli ultimi chierici di una divinità in fin di vita hanno sentito affievolirsi il legame che li univa ad essa mentre quella potenza si indeboliva fino a morire.
  • La seconda prova è stata raccolta per merito di rossi incredibilmente audaci, babbi completamente sballati o zolle troppo sfortunate. Tale testimonianza risiede infatti solo nelle aliene menti degli aboleth: queste aberrazioni ricordano con cristallina chiarezza un passato incredibilmente antico, che precede di molto la comparsa degli dei attuali; in quel tempo lontano, il Piano Materiale era sotto il dominio degli aboleth e molte creature erano loro schiave. Le cose perdurarono molto a lungo in questo stato e sembravano non dover cambiare. Gli schiavi, però, anelavano con forza una vita migliore e — a quanto pare — furono le loro ambizioni e le loro volontà a dare inconsapevolmente vita alle prime divinità. Stando alla cantata, le potenze, a loro volta, rovesciarono l'impero aboleth.

Ma le divinità vivono davvero soltanto grazie alla fede che i mortali ripongono in loro? A chiarire tale questione si è dedicato in modo penetrante il vegliardo Feniks nel suo interessante saggio sulla natura del Divino. Cercando di capire cosa dia vita ad un dio, Feniks ha chiarito di conseguenza per quale vero motivo e secondo quali dinamiche una potenza muoia.

Qui sotto riportiamo la parte del suo scritto che fornisce la risposta a questo quesito. Per una comprensione più ampia, si rinvia alla lettura completa del testo di Feniks.

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Noi tutti sappiamo che gli Dei sono eccellenti nel coprire le proprie tracce, nel difendere i loro misteri e nel diffondere false informazioni. Noi tutti crediamo che essi abbiano bisogno soltanto di fede e convinzione e di nient'altro. Io sostengo che questa sia una menzogna. È una menzogna che loro hanno diffusa per essere certi che il segreto del loro reale potere non venga rivelato.

Ti sei mai chiesto perché sembri impossibile uccidere un Dio e tuttavia essi possano combattere tra loro e assassinarsi l'un l'altro? Ecco la risposta: la maggioranza del loro potere deriva dal loro collegamento con i Poteri. Ogni Dio condivide una parte del potere del suo Potere. Se questa connessione viene interrotta, un Dio non è più in grado di estrarre il suo potere dall'intero Multiverso ed è limitato al suo solo reame che lentamente scompare man mano che il Dio si indebolisce.

Copyright 1999 by Feniks
Traduzione 2016 by Cromatico

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Come si uccide un dio?

Anche a questa domanda Feniks ha provato a fornire una risposta. Di seguito sono riportate le sue argomentazioni:

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Oh, come gli Dei sembrano mortali dopo tutte le ricerche che ho eseguito! Essi sono come una folata di vento in confronto ai Poteri ed alla Fonte. Tanto che io mi sono imbattuto in tre modi per distruggere un Dio.

  • Primo, quando la loro connessione al loro Potere viene interrotta, gli Dei perdono il proprio potere di rispondere alle preghiere in ogni luogo eccetto che nel loro reame. Per questo, il loro potere diminuisce rapidamente, il che fa sì che il loro reame si restringa e così il loro potere si riduce ancora. Il processo si ripete fino a che un Dio non viene completamente dimenticato ed il suo corpo morto comincia a fluttuare nell'Astrale.
  • Secondo, quando un Dio lascia il proprio reame (un'avvenimento molto raro ma non sconosciuto), perde la sua onnipotenza e la maggior parte del suo potere. Anche se rimane pur sempre più forte di quasiasi Avatar, con uno sforzo sufficiente sarebbe possibile ucciderlo in questo momento. Quando combinata con il primo modo, questa via permetterebbe a un mortale davvero potente di distruggere un intero pantheon!
  • Il terzo e utimo modo di distruggere un Dio è spogliarlo di tutti i suoi seguaci. Sembra quasi impossibile riuscire in questo, ma questa è la via più comune che gli Dei usano per combattere fra loro. Essi tentano di convertire quanti più individui possibile, solitamente uccidendo chi si oppone. I modi per privare un Dio dei suoi adoratori variano, ma il risultato è sempre lo stesso — il Dio non può interagire con il Multiverso ed è intrappolato all'interno del suo reame che lentamente si riduce; alla fine la salma del Dio in questione inizia il suo viaggio senza fine attraverso l'Astrale.

Certo, la terza via richiede molto potere ed anche più tempo per essere portata a termine, così gli Dei adottano le prime due quando possibile. Ma poiché le occasioni di usare queste sono molto rare, quotidanamente essi dichiarano la loro empia guerra fra loro e usano i loro seguaci come burattini per soddisfare i propri scopi.

Copyright 1999 by Feniks
Traduzione 2016 by Cromatico

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Il destino delle divinità defunte: eccezioni

Solitamente, come detto, un dio che perda i propri adoratori si indebolisce finché il suo corpo pietrifica e finisce nel Piano Astrale; al contempo, la divinità in questione perde consapevolezza e cade in un sonno profondissimo e indistinguibile dalla morte. Nelle variegate vastità del multiverso, tuttavia, rossi e vegliardi hanno registrato un piccolo numero di eccezioni a questa regola:

Aditi

Dietro la molteplicità dei misteriosi e potenti membri del Pantheon Vedico vi è l'ineffabile forza o entità nota come Brahman: secondo i seguaci del pantheon, si tratta della sorgente e della verità di tutto ciò che esiste; concordemente, molti vegliardi identificano il Brahman con la Fonte venerata dai Divini. Le divinità del Phanteon Vedico sono legate al Brahman al punto da costituirne degli aspetti e da esso traggono il proprio potere. Per questo, sono in molti a ritenere che la dea Aditi — ora scomparsa [7] — sia semplicemente rifluita nella Dea, a sua volta manifestazione del Brahman. In effetti, nel Piano Astrale il corpo di Aditi non è stato trovato, nonostante le minuziose ricerche. [2]

Anubi, il guardiano delle divinità morte

Il dio sciacallo Anubi patrono degli imbalsamatori, era il guardiano dei morti all'interno del Pantheon Egizio. Con il tempo, tuttavia, corse il rischio di scivolare a sua volta nel grande nulla insieme agli altri poteri che hanno perso i loro adoratori e sono alla deriva nell'Astrale. Questo perchè Osiride aveva preso i suoi compiti senza lasciargli nulla; per questo, Anubi viaggiò verso il Vuoto Argenteo per ponderare il suo destino. [7]

Qui i resoconti divergono: alcuni dicono che una moltitudine di divinità ancora in vita incaricò Anubi di di proteggere i corpi dei poteri caduti dalla dissacrazione. Altri sostengono invece che Anubi abbia assunto da solo il suo compito attuale, scegliendo di buon grado di rinunciare alla sua divinità. In ogni caso, egli non è più una vera potenza, ma qualcos'altro di unico nel cosmo. Egli non possiede alcun reame nell'Astrale, soltanto un trono su cui sedere e un grande libro su cui di giorno in giorno prende nota dello stato dei suoi compiti. [7]

Mystril e Mystra

Il Verme che Cammina

Questo Antico Male è la memoria di un semidio corporeo assassinato in un'altra era, chiamato Kyuss. La sua essenza ha trasferito se stessa nei vermi e nelle larve che hanno divorato il cadavere della divinità, formando un'orrenda figura vagamente umanoide. Questo orrore venne sigillato in un obelisco da eroi di un'età passata. Da allora, esso cerca costantemente di scappare e di tornare e ghermire il mondo nella sua contorta stretta, inaugurando così l'ultima era del creato. [4]

Vestigia

L'esistenza definisce la realtà. Al di là di essa, pertanto, nulla esiste — neppure un vuoto. Questo semplice ragionamento sarebbe irrefutabile se non fosse per l'esistenza delle vestigia. Chiamate da nessun luogo, composte di niente, esse esistono interamente al di fuori delle leggi della realtà. Esse non sono palpabili né rintracciabili e sono al di là di tutti i poteri che potrebbero provare a confinarle o definirle. Benché non possano essere toccate neppure dalla divinità più potente, tuttavia, esse possono essere convocate e usate dal mortale più debole. Questo dilemma filosofico ha intrigato studiosi del patto magico per secoli ed ha resistito a tutte le loro teorie. Le vestigia semplicemente non possono essere e, tuttavia, esistono. [5]

Benché estranee al multiverso noto, le vestigia sembrano essersi originate da creature ordinarie grazie a circostanze diverse ma sempre singolari. Le vestigia derivano quindi da esseri un tempo viventi in seguito intrappolati fra la vita e la morte; da anime mortali abbastanza forti da frantumare la gabbia costituita dalla morte; da planari ribelli troppo ostinati per cessare di esistere; da divinità morte incapaci di giacere quietamente nelle loro tombe astrali. [5]

L'ultima tipologia elencata sarà quella su cui ci si soffermerà qui. Per comodità, le entità appartenenti a questa categoria sono state divise in tre insiemi più piccoli.

Divinità vere e proprie

Il primo gruppo comprende le divinità vere e proprie che — dopo la morte — divennero vestigia invece di trasformarsi in corpi di pietra.

Amon, il Vuoto davanti all'Altare
Shax, la Sorella del Mare
Tenebrous, l'Ombra che Era

Servitori di divinità

Il secondo gruppo raggruppa potenti servitori di divinità che si trasformarono in vestigia: di certo queste creature non erano mortali quando servivano il loro dio; non è ben chiaro, tuttavia, se esse possedessero o no a loro volta le caratteristiche che qualificano una divinità vera e propria.

Andromalius, il Ladro Contrito
Leraje, l'Araldo Verde
Savnok, l'Istigatore

[[Work in Progress]]

Mortali quasi divenuti divinità

Il terzo gruppo è costituito da mortali che furono ad un passo dal raggiungere uno status divino o che lo raggiunsero per un tempo brevissimo prima di trasformarsi in vestigia1.

Karsus, Hybrys nel Sangue

Karsus — un potente arcanista netherese del mondo di Abeir-Toril — tentò di rubare a Mystryl — la locale dea della magia — il suo potere per ascendere a sua volta al rango di divinità. Incredibilmente, Karsus riuscì nel suo intento ma si rese conto troppo tardi che la sua struttura mortale non avrebbe potuto contenere quel potere. Conseguentemente, la magia cominciò a degradarsi in tutto il continente di Faerûn. Mystryl decise così di sacrificarsi per salvare la Trama, la struttura essenziale della magia in quella Sfera di Cristallo. Con la morte di Mystril, la magia smise di funzionare in tutta la Sfera e ciò uccise Karsus all'istante. L'anima dell'incantatore rimase vincolata al Piano Materiale per moltissimo tempo e non divenne mai un supplicante. Alcuni sostengono che parte di essa si trattenga ancora sul piano. Privo di una divinità che lo rivendicasse così come di un suo posto nel Grande Anello, Karsus divenne un vestigio.

Zagan, Duca del Fallimento

Zagan era un tempo un potente nobile in un grande impero yuan-ti. Tanto grande era il suo potere, che egli arrivò a coltivare l'ambizione di diventare una divinità. Dopo lunghe ricerche, scoprì la cerimonia he gli avrebbe consentito di raggiungere questo scopo: essa prevedeva che Zagan e gli altri yuan-ti raccogliessero insieme tutti i loro adoratori e li uccidessero. La cerimonia si svolse ma, quando essa fu al suo punto culminante, Zagan si accorse che qualcosa non andava: i suoi poteri appena acquisiti già cominciavano a svanire e — ad ogni vita schiacciata — egli si sentiva un po' più mortale. Zagan tentò di mettere fine alla cerimonia ma il caos della strage glielo impedì. Solo quando una spada gli si piantò nella schiena, il nobile capì che uno dei suoi chierici lo aveva tradito. In quel momento, Zagan non era mortale né divino perciò, quando morì, non divenne un supplicante né un corpo pietrificato e si trasformò invece in un vestigio.

Le divinità defunte e le altre creature del multiverso

Tu'Narath, divinità defunta su cui sorge la capitale dei Githyanki - by Adam Paquette e Brandon Leach

I corpi delle Potenze defunte sono davvero molti e gran parte di essi non è più identificabile. Ciononostante, varie creature dei piani hanno trovato usi alternativi per queste grandi forme pietrificate:

  • Molti usano i corpi alla deriva come base per costruire edifici o intere città abitabili. Questo uso è favorito dalla scarsità di terreno solido nel Piano Astrale.
    • Tu’narath è certamente il caso più famoso in questo senso. Si tratta della più estesa e abitata tra le città githyanki che esistano in qualsiasi dimensione. È costruita sul corpo pietrificato di un dio morto il cui nome è ignoto.
    • Sul corpo di una Potenza sconosciuta c’è un castello invisibile, abitato da una Baku di nome Quy. Pare che siano frequenti le visite degli altri Baku per chiederle consigli o auspici.
    • Nelle profondità del corpo pietrificato del dio morto Threphocris, che come innumerevoli altri fluttua nell’Astrale, caverne e tunnel si snodano tra foreste di stalattiti e stalagmiti. Le pareti, i pavimenti, tutto è ricoperto da una sottile patina di un lattice cristallino, come nei geodi, mentre filamenti ectoplasmici fluttuano nell’aria o pendono come festoni tra le stalattiti, dando al luogo un aspetto alieno. Incessante, tra i tunnel spira una brezza insistente, che sembra iniziare e finire nel nulla. I racconti vogliono che inalando i venti di Threphocris si ottenga una scintilla di respiro divino, che può essere esalato con miracolose proprietà curative. Per questa ragione, la struttura è chiamata Soffio di Threphocris.
    • Girano poi voci di un folle, tale Ghyris Vast della Trista Cabala, che avrebbe eretto un complesso sul corpo di una divinità dimenticata, intorno ad un macchinario che sarebbe in grado di estrarre il potere divino dai corpi delle divinità defunte. Ovviamente sarebbero in molti a voler mettere le mani su di un artefatto come l'Estrattore di Potere Divino, e di fatto Ghyris si è circondato di guardie e mercenari, mentre prosegue i suoi esperimenti.
  • Gli Athar hanno edificato una cittadella, dall’aspetto di doppia torre, che galleggia nei pressi dei corpi di alcune divinità morte allo scopo di fornire una agevole prova a sostegno delle loro tesi. I corpi pietrificati, infatti sono considerati da questa fazione come la prova definitiva che le cosiddette "divinità" sono tutt'altro che onnipotenti e immortali e non meritano dunque di essere adorate.
  • Anche il Segno dell'Uno utilizza il corpo di una particolare divinità defunta per cercare di provare la propria filosofia: i suoi membri, infatti, stanno provando a riportare in vita il dio sumero Enki per provare l'immenso potere del pensiero di ciascuno. Non si sa ancora se ci riusciranno o no, ma una cosa è certa: alcuni dei Segnati più convinti stanno iniziando a ricevere incantesimi divini da una fonte ancora ignota. Forse il corpo martoriato di Enki nel Piano Astrale sta pian piano iniziando a risvegliarsi?

Elenco delle divinità defunte note

Creature correlate


Bibliografia
1. Tradotto dalla pagina "Sources of Power" su "mimir.net" - vedi la pagina
2. Tratto dalla pagina "List of Dead Gods" su "mimir.planewalker.com" - vedi la pagina
3. Bruce R. Cordell e Gwendolyn F. M. Kestrel, Dungeons & Dragons 3.5 - Atlante Planare, Guida del Giocatore ai Piani, Wizards of the Coast e 25 edition, 2007
4. Robert J. Schwalb, Elder Evils, Wizards of The Coast, 2007-12
5. M. Sernett, A. Marmell, D. Noonan, R. J. Schwalb, Tome of Magic, Wizards of The Coast e Hasbro, 2006
6. Baker, Rich, J. Jacobs, S. Winter, Signori della Follia: Il Libro delle Aberrazioni, Wizards of the Coast & Hasbro, 2005-04
7. Colin McComb, Robh Ruppel, On Hallowed Ground, TSR, Inc., Ottobre 1996
8. Tratto dalla pagina "Trama" su "abeir-toril.it" - vedi la pagina
9. Tratto dalla pagina "Dead Powers" su "reocities.com" - vedi la pagina

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