Divinità Celtiche (Celtic Pantheon)

Divinità Celtiche (Celtic Pantheon)

"Tuatha de Danann" da sinistra: Brigaantia, Manannan Mac Lir, Nuada, Lugh, Daghdha, Oghma, Aengus, Morrigan, Danu, Dian Cecht

I Celti hanno una reputazione di essere un oscuro e meditabondo pantheon, ma essi sono più una collezione di poteri che ama la vita, la bellezza e la conoscenza. Essi riveriscono la forza, l'astuzia, l'ospitalità e la canzone. Sembra conducano una vita semplice dunque, ma essa risulta anche incredibilmente ricca, pervasa da un profondo apprezzamento per le gioie della creazione. A volte gli dei celtici non sono più che forze elementali basilari, rappresentazioni dei talenti che maneggiano, mentre altre volte sembrano la vera anima dell'umanità: da questa combinazione essi traggono il loro potere.
Questi dei si sforzano di raggiungere l'eccellenza e la perfezione, ma non ne sono gelosi ed estendono questa attitudine alla gente che li adora. I poteri celtici non richiedono lealtà totale dai loro fedeli, e quindi, paradossalmente, tendono a guadagnarsela. Sicuramente i preti del pantheon sostengono gli ideali dei loro dei, ivi inclluso quello della libertà, forse quello più importante: agli dei celtici appartiene la libertà dei venti, della caccia, dell'argento e delle lancie, della notte oscura tenuta a bada da falò scoppiettanti. Alcuni dicono che i chierici di questo pantheon sfruttino la libertà concessa loro per richiedere maggiori favori ai loro dei rispetto a quanto avviene fra dei e mortali in altri pantheon.

Anche se molti dei poteri sono dei Tuatha De Danann ("I Figli di Danu"), altrettanti non lo sono. Le leggende parlano dell'antica dea Danu che ha generato il resto del pantheon nelle Isole dell'Ovest, ma ogni prova della sua esistenza è svanita da tempo dai piani. Forse, in accordo con quanto sostenuto dai Credenti della Fonte, ella ha trasceso lo status di divinità, raggiungendo una superiore forma di esistenza.

Divinità del pantheon Celtico


Bibliografia

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