Delegati o Tramiti (Proxies)

Delegati o Tramiti (Proxies)

Introduzione

I preti devoti sono importanti per un dio, ma non sono i servitori più importanti che una divinità possa avere. Tale onore è riservato ai tramiti. Un re ha bisogno dei paesani che lo riforniscano di cibo, ma gli servono anche araldi in terra straniera, cavalieri che facciano rispettare i suoi editti e vassalli che diffondano la sua legge nel regno. I sacerdoti di una divinità sono come i paesani – sgobbano nei campi dei mortali affinché il loro patrono non muoia di fame. Ma sono i tramiti a fare da araldi, vassalli e cavalieri – gli spaccaossa che si assicurano di far rispettare in terra il volere dei loro patroni.

Questo è il motivo per cui un tramite è solitamente considerato più importante di un sacerdote (almeno per la maggior parte delle divinità). Ed è anche il motivo per cui i tramiti sono temuti in giro per i piani. Dopotutto, ogni popolano può maneggiare una falce, ma serve un potente e callido cavaliere per sapere come si brandisce davvero una spada.

Cosa significa essere un tramite

Non puoi insultare un dio, non se ci tieni alla tua esistenza. In particolare, non puoi insultare il mio dio, non se ci tieni alla tua testa.1

Essere un tramite significa totale asservimento a un potere, completa sublimazione dei propri desideri personali e devozione assoluta alla causa della divinità. È raro che un tagliaccio sia così fanaticamente devoto agli ideali di un dio da essere disposto a gettare al vento la propria identità. Un tramite crede così ciecamente nei dettami del suo potere che nessuno di essi gli sembra mai sbagliato – quegli ordini esistono per essere eseguiti. Se, ad esempio, un potere ordina ad un suo tramite di uccidere la propria famiglia, la zolla lo farà. Certo, potrà piangere disperato mentre esegue l'ordine, ma lo farà ugualmente. È l'ordine diretto di un potere – come può essere sbagliato?

Il punto è che un tramite abbandona sé stesso in modo così totale che finisce spesso per emulare i comportamenti del dio, che se ne renda conto o no. L'agente di una divinità buona sarà gentile e altruista verso i bisognosi, duro con coloro che agiscono in modo sbagliato e pienamente rispettoso del suo patrono. Un tramite del caos sarà imprevedibile, e cambierà direzione di continuo fino a confondere perfino la sua divinità – continuando però in questo modo a servirla. Un tramite malvagio andrà sicuramente tenuto d'occhio: anche se mostra lealtà, probabilmente starà anche complottando per sfidare o indebolire il proprio patrono – e ogni dio degno di questo nome lo sa. Cos'altro ci si potrebbe aspettare da qualcuno che ha dedicato la sua vita a servire l'incarnazione del male?

Come già ribadito, i tramiti sono gli agenti più importanti che una divinità possa avere. Riescono ad agire anche dove il dio non arriva direttamente: Sigil, i reami degli altri dèi, il Primo Piano Materiale, e così via. Ma nel farlo devono continuamente guardarsi le spalle: le divinità ostili non vedono di buon occhio gli intrusi, e molte di loro si faranno semplicemente avanti per spiaccicarli come formiche. Ma la maggior parte dei tramiti sa come tenersi fuori dai guai, ed evita accuratamente di offendere altri dèi o rompere qualche accordo di pace tra poteri.

In breve, un tramite deve imparare ad essere un abile guerriero, un diplomatico consumato e un astuto pianificatore – contemporaneamente. Se si affida troppo ai muscoli o al carisma senza curare le altre abilità, probabilmente non vivrà abbastanza da servire il proprio dio a dovere.

I tre ranghi

Non tutti i tramiti sono creati uguali. Come richiesto dalla Regola del Tre, si conoscono tre diversi tipi di tramite.

Tramiti temporanei

Molti sono infusi di potere per un breve periodo, ottengono una missione da svolgere e poi vengono congedati. Questi tramiti temporanei in genere non ricevono molta forza che li aiuti a completare la missione – lo scopo è quasi più una prova da superare che un incarico permanente. Se il tagliaccio si comporta bene, può cominciare a salire sempre più in alto sulla scala dei servitori del potere, ottenendo sempre maggiore responsabilità. Alla fine, quelli che mostrano un'attitudine per il lavoro sono trasformati in tramiti inferiori o superiori.

Tramiti inferiori

I tramiti inferiori (noti anche come alleati planari) sono riplasmati in altre forme. Servono il dio in molti modi, ma non affrontano le grandi sfide. Questo perché sono stati giudicati come aspiranti: hanno lo spirito, ma non le capacità. Certo, sono piuttosto felici già soltanto di servire – sono comunque molto più importanti della maggior parte dei tirapiedi del potere, e hanno più responsabilità della maggior parte degli spaccaossa del multiverso.

Tramiti superiori

I tramiti superiori (noti anche come araldi) sono i maestri a cui fare veramente attenzione. Possono scegliere se mantenere la propria forma o prenderne una nuova. Ma qualunque sia quella forma, nasconde capacità speciali garantite per dono divino. I tramiti superiori servono il potere in modo diretto; si dice che si incontrino di persona con la divinità e ricevano istruzioni direttamente dalla sua bocca. E sono sempre impegnati in qualcosa: anche se sembrano innocui, è assai probabile che stiano eseguendo qualche ordine (sebbene con un profilo più basso del solito). Sorvegliano il reame del dio quando lui non c'è, assicurano il giusto trattamento ai nemici e fanno gran parte del lavoro sporco per conto della divinità. Sono tra gli sgherri più pericolosi di tutto il cosmo.

Forme fisiche

Praticamente chiunque può essere un tramite – supplicanti, primevi, planari, umani, umanoidi, mostri e altro ancora. Non è un segreto che infidi immondi servano come tramiti alcuni poteri dei Piani Inferiori (anche se si batte che un paio di essi abbiano voltato le spalle al proprio retaggio e ora lavorino per divinità dei Piani Superiori; se è vero, questi convertiti si mantengono ben nascosti). Alle divinità di Monte Celestia piace usare arconti come tramiti, gli Olimpici preferiscono per e solar e aasimon di ogni genere ricoprono il ruolo di tramite in tutti i Piani Superiori (ciò non significa che ogni celestiale alato in giro per i piani sia un tramite; molti servono la generica causa del Bene e non un dio specifico).

In verità, la maggior parte dei tramiti non è umana, e neppure umanoide. Solitamente essi vengono trasformati in qualsiasi forma il loro potere preferisca. Alcuni diventano rutterkin, altri deva, e in generale creature di miti e leggende. Ma un tramite è sempre identificabile a prescindere dal suo aspetto – il marchio della divinità lo segna in un modo o nell'altro. Il rosso potrebbe avere occhi infuocati, un simbolo sulla fronte o un alone di potere divino appena percepibile che gli aleggia intorno come una nebbiolina o un velo. Ed è solitamente molto più resistente dei "normali" membri della sua nuova razza. Uno spaccone che pensa di poter sconfiggere un goblin senza neanche sudare potrebbe trovarsi con la testa servita su un piatto se quel goblin si rivelasse esser un tramite di Maglubiyet.

Come accennato in precedenza, soltanto ai tramiti superiori è concesso mantenere la propria forma (o prenderne un'altra a loro scelta). E pare che i più noti agenti delle divinità siano quelli che hanno mantenuto la forma originale. Sono i pochi fortunati ad essere benedetti con poteri invisibili a occhio nudo. Possono perfino ritrarre la loro aura divina per attraversare indisturbati luoghi dove il loro status potrebbe causare problemi, e riaccenderla poi quando ne hanno bisogno. In breve, sono i messaggeri segreti dei poteri.

Chiacchierare con gli dèi

Certo, si mormora che i tramiti superiori parlino davvero con i loro dèi, ma è vero o è soltanto un'astuta pubblicità? Beh, la verità è che non lo sa nessuno (a parte i tramiti stessi, ovviamente, che non sembrano confermare o smentire nulla). Comunque, se davvero i tramiti parlano con gli dèi, non hanno la testa così bacata da vantarsene in giro. Affermare: "Sì, l'altro giorno io e Zeus stavamo battendo la dentiera…" è un ottimo modo per rendersi ridicoli – o farsi odiare. Una tale zolla è un ciarlatano o un leccapiedi, e in nessuno dei due casi merita molto rispetto. Quelli che hanno veramente il potere non necessitano di sbandierarlo. Quelli che non hanno il potere si fanno notare perché sostengono di averlo, e non è un bel genere di attenzione. Nessun dio vuole essere associato con un babbo vanaglorioso, e a dire la verità sono pochi i mortali che lo ascolterebbero comunque.

Certo, è indubbio che i tramiti ricevano istruzioni (e capacità) in qualche modo. Molti ottengono gli ordini assieme ai loro doni. Ma quando sono impegnati in missioni critiche, c'è da scommettere che il potere non si fidi di intermediari per trasmettere altri ordini. E come i più alti servitori della divinità, avrebbe perfettamente senso che i tramiti dovessero incontrarsi con il loro dio. Nessuno sa per certo in cosa consista questo genere di comunicazione, ma si suppone che il potere lasci ricadere le sue parole su due o tre tramiti, i quali informeranno gli altri.

Ottenere il lavoro

Be', speravo di diventare un cambion, o almeno un babau…2

Bisogna impegnarsi sul serio per diventare un tramite. Occorre lavorare alacremente per conto del potere, profondendo tutte le proprie energie nella sua causa e diffondendone gli ideali. La cantata dice che alcuni tramiti abbiano ottenuto l'incarico segnalando quello che avrebbe potuto essere migliorato – sfidando la religione nella speranza di perfezionarla. Scartando la pula, essi hanno dimostrato il loro interessamento nell'avvantaggiare un potere e sono stati convocati come candidati per diventare tramiti. Portato all'estremo, questo significa che un tramite non deve necessariamente avere lo stesso allineamento del potere. Gli agenti veramente capaci sono quelli che mostrano al dio un nuovo modo di pensare: spesso viene loro concessa una certa individualità nel percorrere il sentiero divino. Il che non significa che possano fare tutto ciò che vogliono, ma che hanno più spazio per l'interpretazione.

Il processo di scelta di un tramite varia da potere a potere, e dipende sempre dagli ideali di quel dio specifico. Ma una cosa rimane costante: i candidati devono sottoporre all'esame della divinità i propri pensieri più intimi. Le zolle sono esaminate per il loro credo, la forza di volontà, la dedizione – tutto ciò che sono e vorrebbero essere viene soppesato e messo alla prova. Chi si dimostra degno diventa un tramite temporaneo. Certo, ciò non significa che gli dèi si siedano con ogni sgherro per domandargli cosa vuole fare della sua vita. È molto più sottile di così. Alcuni candidati magari vengono ammessi alla presenza del potere, ma altri vengono sbattuti in una cella sotto il suo palazzo, e i loro sogni esaminati mentre dormono. Altri ancora vengono dissezionati (letteralmente) e poi rimessi insieme se al potere piace quello che trova (altrimenti potrebbe lasciare il babbo in pezzi). Qualunque sia il processo, non è piacevole per la zolla che lo subisce: tutto quello che sia mai stata o che abbia mai pensato viene spiattellato di fronte al potere, e molta gente non gradisce questo genere di intrusione. Quelli che reagiscono meglio, di solito hanno la stoffa del tramite.

Una volta scartati gli indegni dal gruppo, è tempo per gli aspiranti servitori di mettersi alla prova: ottengono il ruolo di tramiti temporanei e vengono spediti in missione per dimostrare quanto siano callidi, spietati, ambiziosi e devoti. Per esempio, potrebbero dover visitare il reame di un dio rivale per consegnare un messaggio o negoziare il rilascio di un prigioniero; abbattere o scacciare una creatura che sta tormentando una città piena di fedeli; o perfino gestire la complessa politica interna del reame mentre il potere non c'è. Quei tramiti temporanei che ce la fanno (e ce la fanno con stile) vengono di nuovo valutati e assegnati allo status di tramite inferiore o superiore.

A quel punto, un tramite può entrare a far parte di qualunque gerarchia stabilita dal potere. Alla fine, il nome del rosso potrebbe diventare conosciuto (e temuto) in tutti i piani, a meno che lavori nell'ombra tramite sotterfugi. In ogni caso, la ricompensa finale di un tramite fedele è la stessa dei supplicanti leali – l'unione con l'essenza del suo potere.

Supplicanti

La cantata dipinge tutti i supplicanti come noiosi uomini di fatica senza iniziativa o immaginazione, ma non è necessariamente così. In realtà, alcuni hanno uno spirito intraprendente e cercano attivamente di aumentare la forza del loro potere, oltre che la propria. Questi sono i tagliacci che attirano l'occhio del patrono. Potranno aver perso la memoria quando sono arrivati nell'aldilà, ma hanno conservato abbastanza ambizione da volere di più e lottare per averlo.

Questo include il diventare tramiti, anche se è raro che un supplicante arrivi così lontano. Dopotutto, se un tramite-supplicante muore in servizio, la divinità perde un buon agente e vede un fedele spirito dissolversi prima che sia pronto all'unione divina. Quale dio vorrebbe correre questo rischio? Ogni supplicante che si fonde con un potere ne aumenta la forza; quelli che muoiono prematuramente non sono utili a tale scopo e vengono persi per sempre.

Per cui, se un supplicante dovesse mai diventare un tramite, è certo che lascerà molto raramente il reame del suo dio. Diventerà un amministratore o un sorvegliante, qualcuno che tiene le redini mentre il dio è impegnato in altre faccende. In questo modo, anche se dovesse capitargli di finire nel libro dei morti, il suo spirito si fonderà con l'essenza del reame. Non è la stessa cosa che fondersi direttamente con il potere, ma è sempre meglio che svanire nel nulla chissà dove.

Quando un tramite-supplicante deve proprio lasciare il reame in missione speciale, di solito è carico di protezioni; è semplicemente troppo prezioso per fargli correre rischi. La maggior pare di loro, inoltre, è anche decisamente più potente del supplicante medio3, dato che il potere li eleva ad un livello di forza rispettabile.

Planari

I planari sono tra i membri più importanti della corte di un potere. Hanno viaggiato per i piani e visto ciò che gli altri dèi hanno da offrire, ma hanno comunque scelto di dedicarsi a quel potere in particolare. Certo, i planari sono spesso più cinici degli altri sgherri, ma diventano tramiti eccellenti. Sanno come muoversi nel multiverso, sanno con chi parlare e da cosa stare alla larga, e conoscono la cantata (e il buio) di molte cose.

Meglio ancora, non sono supplicanti – non ancora. Se un tramite planare viene ucciso, il suo spirito semplicemente si riforma nel reame del dio come supplicante, pronto a servirlo ancora (sebbene in un altro modo). È decisamente la soluzione migliore per una divinità: due vite da passare al suo servizio al prezzo di una.

Per queste ragioni, molti dei tramiti superiori sono umani o umanoidi planari. I primevi non sanno abbastanza, i supplicanti non possono essere sprecati, e creature come gli immondi o i deva spesso antepongono i propri interessi a quelli della divinità. L'allineamento di un potere è spesso indice del tipo di tramiti che potrebbe avere: non è difficile immaginare che la maggior parte dei tramiti tiefling lavori per divinità dagli scopi malvagi (o almeno discutibili), o che ben pochi bariaur servano i più intransigenti poteri della legge.

Personaggi giocanti

Un Dungeon Master non dovrebbe lasciare che personaggi giocanti giungano al rango di tramite — a meno che non abbia intenzione di dare al PG enormi poteri e di dividere per bene il gruppo di avventurieri di cui fa parte. Vedete, il nuovo tramite non può semplicemente andarsene in giro a fare favori divini ai suoi amici. Di fatto, è quasi l'opposto: nessun altro nel gruppo sarà mai in grado di fidarsi ancora di lui. I suoi compagni, infatti, sapranno che la zolla è tenuta a seguire la linea dettata dal suo potere, anche se questo significa lavorare contro i suoi ex-amici. E per un DM questa non sarebbe una cosa giusta da fare ad una banda di eroi.

Certo, presto o tardi un DM potrebbe imbattersi in un personaggio giocante che insiste per servire un dio come un delegato. Il PG potrebbe anche lavorare verso quell'obiettivo finché non sarà ucciso o finché il DM non gli darà quello che vuole. Naturalmente, la zolla non avrà una possibilità a meno che non abbia dato prova della propria forza, ambizione e sincera devozione. Uccidere semplicemente i nemici della divinità non è abbastanza: la maggior parte dei poteri non ha bisogno di prepotenti. Se un PG può armonizzarsi con gli ideali del potere e dimostrare che capisce veramente ciò che il dio sta provando a realizzare nel multiverso, potrebbe avere ciò che occorre per diventare un tramite.

A quel punto, il DM ha poche possibilità:

  • Primo, semplicemente uccidere o neutralizzare il personaggio giocante (magari egli è stato giudicato dal potere, ritenuto un aspirante e punito per il suo fallimento). Ma questo non è giusto per il giocatore. Anche se il DM annuncia che l'esperienza abbia semplicemente reso il PG sballato (e quindi non giocabile), non è divertente per un giocatore guardare il suo personaggio morire o diventare pazzo.
  • Una soluzione simile: il DM può rendere i personaggio giocante un tramite ma convertirlo in un personaggio non giocante al servizio del dio. Di nuovo, non si tratta di una cosa imparziale da fare, ma potrebbe essere l'unico modo per gestire un giocatore che non voglia rinunciare alla possibilità di diventare un delegato.
  • La terza possibilità è la più problematica. Il DM può lasciare che il tagliaccio rimanga un personaggio giocante e tuttavia permettergli i diventare un tramite (magari solo un tramite temporaneo, come test per l'abilità di chi interpreta il PG). Il nuovo agente probabilmente dovrà intraprendere una missione o due da solo per il suo potere, a meno che egli non possa dare ai pezzi grossi nella gerarchia dei delegati una buona ragione per portarsi appresso i propri compagni.

In ogni caso, il PG deve capire le regole: egli non può andare contro i decreti del suo dio, non può deviare dal sentiero che la sua divinità stabilisce e deve mostrare assoluta obbedienza ad ogni desiderio del suo dio. Se il tagliaccio riesce a gestire tutto ciò — e se comprende che il minimo passo falso potrebbe concretamente significare il suo completo annientamento — allora può avere le potenzialità per diventare un delegato.

La più importante cosa da ricordare è che la decisione finale è nelle mani del Dungeon Master. Se il DM non vuole che un personaggio giocante diventi un tramite, sarà così — è semplicemente la volontà dei poteri, babbo.

Doni divini

Non è un buio che i tramiti abbiano poteri al di là della comprensione dei mortali. Grazie ai doni che i loro dèi concedono loro, i delegati possono uccidere con uno sguardo, guarire con un tocco, invocare il fuoco sacro contro i nemici, e fare molte altre cose straordinarie – il tutto soltanto concentrandosi per un momento. Come ottengono questi talenti? E quali sono i loro limiti?

Ovviamente, dipende dalla divinità. Un dio della guarigione non darà ai suoi tramiti la capacità di paralizzare o far avvizzire i nemici, e un potere della vendetta non elargirà il dono di sanare le dispute. No, gli dèi conferiscono capacità strettamente correlate alle loro sfere di influenza; qualunque altra cosa sarebbe un'aberrazione.

I poteri concessi dipendono anche dalla storia personale del tramite. Forse è una regola multiversale o forse semplicemente il volere degli dèi, ma i tramiti sembrano manifestare capacità legate ai momenti salienti del proprio passato. Una zolla che è stata sfregiata dal fuoco potrebbe avere il potere di sparare fiamme dalle ferite; a qualcuno che è caduto da una grande altezza potrebbero spuntare delle ali, o potrebbe ottenere la capacità di aprire grandi voragini sotto i piedi del nemico.

Infine, la manifestazione di un'abilità speciale dipende dalla personalità del tramite: è probabile che un tagliaccio tranquillo abbia poteri non evidenti e che uno spaccaossa diretto e che si arrabbia facilmente ottenga capacità che vanno dritte sul muso altrui. Esistono eccezioni, ovviamente, ma per lo più si devono a divinità amanti dei contrasti. Questi tramiti sono quelli che riescono davvero a sorprendere le persone.

Di seguito è elencato un certo numero di poteri che potrebbero essere concessi a dei delegati. Va sottolineato che tali capacità sono soltanto esempi e non costituiscono una lista definitiva. L'intento è dare a un Dungeon Master un punto di partenza nel caso debba assegnare abilità speciali a dei delegati. Analogamente, nella lista non appaiono tutte le aree d'influenza esistenti ma solo quelle più comuni.

Area d'influenza del dio Potere concesso
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Quel che la gente pensa dei tramiti

I tramiti sono potenti – nessun dubbio al riguardo. Ma il loro vero potere deriva dal fatto che nessuno osa intralciarli. In altre parole, tutto si riduce a quanto un tramite viene percepito come potente. Sui Piani Esterni, la fede è tutto, e se qualcuno crede qualcosa riguardo a un tramite, probabilmente è vero. Ovviamente, i tramiti sono visti con timore. In fondo, sono stati vicini a un potere – una vera divinità – e sono ancora vivi per raccontarlo. Quindi devono per forza avere una certa potenza anche per proprio conto. È meglio evitare un tramite, o studiarlo da lontano, piuttosto che cercare di chiacchierarci lungo la strada. Probabilmente potrebbe schiacciare i babbi più noiosi come insetti. Certo, chiunque si sia opposto ai piani di un dio vedrà nei suoi tramiti dei portatori di sventura. Odio e paura sono le parole chiave, in questo caso. Se i nemici dovesse mai avere l'opportunità di attirare il tramite in trappola e sopraffarlo, probabilmente lo faranno. Sanno che cercherebbe di sterminarli a sua volta non appena il patrono dovesse dare l'ordine, e solo una testa di legno lascerebbe una simile minaccia pendere sulla propria testa.
I planari più cinici vedono i tramiti solo come i lecchini degli dèi, i più grandi ruffiani dei piani. Per loro, i tramiti sono teste bacate che hanno buttato via la propria identità – assieme a ogni possibilità di costruirsi una reputazione propria – in nome del servizio. I cinici non vedono nulla di nobile in tutti ciò, e li bollano come leccapiedi (se riescono a farla franca). I più estremi sono capaci di parlare con un tramite e dirglielo in faccia: se mai riusciranno ad essere vagamente convincenti, sanno che questo instillerà il germe del dubbio nella mente del babbo, e per loro è la cosa migliore. Forse, si dicono, a quel punto il tramite capirà che sta sprecando la vita per la gloria altrui quando potrebbe lavorare per sè stesso.
I planari religiosi vedono i tramiti come messaggeri divini, e li rispettano per il loro zelo e dedizione, perfino se servono un potere nemico. Sanno quanto sia difficile mantenere un così alto livello di servizio – alcuni di loro hanno provato in prima persona e hanno fallito. I tramiti non hanno una vita facile, e meritano rispetto. Ciò non significa che la gente religiosa si fiderà automaticamente di un tramite, ma di certo non lo biasimerà se cerca di fare quello che ritiene giusto.
La percezione di gran lunga più comune, però, è che un tramite sia semplicemente qualcuno che sta facendo il suo lavoro. Semplicemente, è più potente di un tagliaccio qualsiasi. E allora che importa se il suo punto di vista è in conflitto con quello altrui? Il multiverso è pieno di punti di vista diversi. In verità, chi la pensa in questo modo potrebbe rispettare un tramite un po' di più di quanto rispetterebbe un sacerdote della stessa divinità: se un prete può cambiare i piani con il potere della fede, si può immaginare quanto un tramite possa fare di più con il suo credo.

Agenti caduti

Finisci il lavoro e uccidimi. Almeno morirò libera.4

Alcuni tramiti semplicemente non riescono a sostenere il peso di rappresentare un dio vivente. Crollano sotto la tensione continua, mandano all'aria una missione cruciale, o vedono riaffiorare la propria identità. Forse la tentazione di mollare tutto e fuggire diventa troppo forte, dopo troppo tempo passato nel costante balletto della politica e tra i pericoli del negoziare coi tramiti di altri poteri. In fondo, essere un tramite non è un buon modo per raggiungere l'immortalità: una volta arrivati tanto in alto, cominciano ad arrivare schiere di babbi ansiosi di farsi un nome. Sconfiggere un agente divino è un buon modo per costruirsi una reputazione.
Quale che sia il motivo, a volte un tramite si ritira dal servizio del suo potere. Alcuni incorrono nel tradimento e rivelano i segreti divini, altri semplicemente mollano tutto e passano il resto della vita a nascondersi dal dio (e dai suoi altri agenti). In ogni caso, sono le zolle più coraggiose del multiverso – hanno sfidato il destino sputando in faccia a un potere. Cosa succede dopo dipende dalla natura del loro patrono.

Fallimento e punizione

I poteri del bene sono generalmente più morbidi nel trattamento dei tramiti caduti. Essi potranno aspettarsi la dismissione, la revoca dei poteri, e la necessità di trovare una nuova casa – di certo non saranno ancora i benvenuti nel reame. Perfino gli dèi della misericordia e della pietà non ci tengono ad avere attorno una testimonianza del fallimento, e di certo non ricompensano l'incompetenza e la sconfitta. Certo, non tutti i poteri buoni lasceranno andare un babbo tranquillamente per la sua strada. Alcuni dèi non prendono molto bene gli errori, e in caso di fallimenti spettacolari – come un tradimento o il pubblico rifiuto di una missione – potrebbero inviare altri agenti per recuperare la zolla, o dispensare giustizia in altro modo.
I poteri malvagi, ovviamente, perdonano molto meno. Un tramite che cerchi di lasciare il ghigno a un dio malefico potrebbe trovarsi un bel mattino nel libro dei morti – se è fortunato. L'immaginazione di un dio è praticamente illimitata, e un potere malvagio ha certamente migliaia di idee perverse su come punire un servitore inaffidabile.
Le divinità legali tendono a rifarsi a qualche codice stabilito. Non c'è dubbio che abbiano steso regole chiare quando il tramite ha prestato giuramento, e la zolla non dovrebbe mai confondersi in merito. Un dio legale sente il dolore del tradimento più di ogni altro, quando un agente fidato ignora gli ordini.
I poteri caotici – beh, chi può sapere cosa passa per le loro teste? A volte lasciano andare un tramite caduto senza una parola. Altre volte mandano un intero esercito ad assicurarsi che paghi per il suo errore. Non c'è modo di prevederlo, e questa è la parte che spaventa di più. Pochi tramiti dei poteri caotici sarebbero disposti a correre il rischio.
Generalmente, un servitore che ha deluso il suo dio si rifugia a Sigil o nel Piano Materiale, tentando di nascondersi in un posto dove il vecchio patrono non possa raggiungerlo. Ovviamente, il potere ha altri tramiti in grado di andarlo a cercare, ma con un po' di attenzione e fortuna un rifugiato potrebbe scampare al pericolo – almeno per qualche tempo.

Dismissione

Alcuni tramiti cadono, altri vengono solo dismessi. Può capitare che un agente sincero semplicemente non riesca a portare a termine un lavoro. O magari ci riesce e poi chiede di ritirarsi in pace. A ogni modo, difficilmente un dio può permettersi di scatenare calamità su di un tramite che chiede volontariamente la dismissione (in realtà può, ma non sarebbe una gran pubblicità al momento di reclutare nuovi tramiti). Invece, questi rossi tendono a ricevere posizioni di consulenza nelle sante armate, dimore confortevoli nel reame divino, e servitori che si occupino dei loro bisogni. Alcuni poteri arrivano ad offrire un ritiro ai tramiti che sono stati consumati dal lavoro. Certo, alcuni lo fanno solo per liberarsi di un tramite con buone intenzioni ma capacità scadenti. Generalmente agli agenti dismessi viene concesso di vivere la vita che desiderano. Potrebbero essere richiamati in servizio più tardi, ma succede di rado – a meno che riescano a superare il problema che li ha fatti ritirare in primo luogo.


Bibliografia
1. Colin McComb, On Hallowed Ground, TSR, 1996-09 (cod. 2623), pp. 20-27.

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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