"The Ship of Chaos" - by Rob Lazzaretti
TSR - "Blood Wars" card game Base Pack (1995) © Wizards of the Coast & Hasbro
Questo strato non è più abitato da molto tempo, da quando i signori dei tanar’ri
vi sacrificarono dodici deva.
Nel lontano passato, agli albori della Guerra Sanguinosa, un gruppo di tanar'ri, fingendosi convertito e illuminato parlò con dodici deva, ciascuno rappresentante di una delle più potenti divinità dei Piani Superiori, e li convinsero ad avventurarsi nell'Abisso per salvare altri loro simili, tenuti prigionieri per essere indottrinati. Agli inizi erano molti di più i celestiali convinti che si potesse concludere la Guerra con una soluzione non violenta, e il racconto dei tanar'ri toccò il cuore dei deva che acconsentirono a seguire i tanar'ri, accecati dalla speranza di redenzione per gli immondi e di trovare una soluzione che fermasse lo spargimento di sangue.
Si ritrovarono in una vasta piana desolata di terra rossa sotto un cielo violetto, l'unico segno di vita un cerchio di dodici imponenti alberi di driadi, trapiantati direttamente dal piano di Arborea che si innalzavano per centinaia di metri in altezza, contorti da oscuri incantamenti e nutriti dallo stesso sangue delle loro driadi, una lenta agonia durata per dodici anni prima chela morte sopraggiungesse. Troppo tardi di deva si resero conto che non c'era nessun campo di prigionia, quando l'ultima parte del rituale era stata compiuta con il loro volontario ingresso nell'Abisso. Gli alberi si avventarono sui celestiali, bramosi della loro divina essenza. I deva vennero intrappolati negli alberi, né vivi né morti, il loro spirito colante dalla corteccia come fosse resina, mentre le loro grida assordanti e incessanti di dolore e orrore iniziarono a risuonare per tutto lo strato, senza mai più cessare nemmeno per un istante.
Il potere di questo rituale ha trasformato lo strato in un punto focale di potere diabolico. Una piattaforma di basalto venne installata al centro del cerchio e molti malvagi sacrifici, rituali e incantamenti vi si sono svolti. Tanar'ri provenienti da tutti gli strati hanno sfruttato questo potere per ogni sorta di proposito, divinazione, comunione, creazione e incantamento di potenti amuleti e possenti macchine da guerra, come le Navi del Caos. Dodicialberi è divenuto quanto di più simile ad un luogo sacro possa esistere per i demoni.
Il luogo è ovviamente molto pericoloso per chiunque non appartenga alla razza tanar'ri; le urla e i gemiti incessanti rendono impossibile qualsiasi tipo di comunicazione vocale o di poter udire qualsiasi altro suono, inoltre solo i più saldi di spirito possono riuscire a sopportare il tormento e l'orrore instillati dai lamenti dei deva.
Non si sa di nessun portale che conduca a Dodicialberi al di fuori di quello esistente sul primo strato di Pazunia. [1]
(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)


























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