Enneade (Ennead) o Psedjet

Enneade (Ennead) o Psedjet

Introduzione

L'Enneade o Grande Enneade è un gruppo di nove divinità del pantheon egizio venerate inizialmente nella città primeva di Eliopoli (che diede poi il nome all'omonimo regno divino che sorge su Buxenus). Di essa fanno parte: il dio del sole Atum , detto "Toro dell'Enneade" e aspetto di Ra; i suoi figli Shu e Tefnut; i loro figli Geb e Nut; e infine i figli di questi, Osiride, Set, Iside e Nefti.

La Grande Enneade era uno di molti gruppi di divinità del luogo dove sorse il pantheon egizio e le pretese di preminenza da parte dei sacerdoti di Eliopoli non erano rispettate in tutto il regno. Vicino alla città di Menfi, per esempio, i sacerdoti di Ptah lo celebravano come superiore ai nove.

Nome e implicazioni

Sigillo dell'Enneade - by sayjinlink

"Enneade" è un termine latino derivante da una parola coniata dai seguaci del pantheon olimpico: Enneás (Ἐννεάς), che significa "i Nove". Il termine è una trascrizione del nome egizio Psḏt che significa anch'esso "i Nove". La pronuncia originale non è conosciuta, dal momento che i geroglifici non trascrivono le vocali. La stessa radice pesedj ha un omofono nel verbo "brillare", "splendere", a cui è legata la formula egizia "Pesdjet Aat", tradotta come "il Grande Splendore". Per questa ragione, queste nove divinità emanate da Atum-Ra possono essere viste come estensione della sua radiante vitalità; in diversi testi egizi esse vengono intese come "membra" di Atum-Ra, per esempio nel Libro dei Morti. Nella Litania di Ra, "i Nove", sono enumerati come "nomi" dello stesso Ra, e dunque ipostasi del dio solare, lì chiamato "Suprema Potenza".

Il numero nove ha, inoltre, un significato supplementare, che però è evidente solo nella scrittura geroglifica: spesso, nei Testi delle Piramidi, al posto di scrivere i segni per "Grande Enneade" ci si limita a inserire nove volte il geroglifico per "dio". La ripetizione del segno è fatta in tre gruppi di tre segni; visto che nella scrittura geroglifica il plurale si ottiene per triplice ripetizione dello stesso segno, il gruppo sottolinea come l'Enneade rappresenti in verità solo l'aspetto molteplice dello stesso Dio Primordiale: Atum-Ra ne rappresenta l'Unità e l'Enneade la Molteplicità in quanto plurale dei plurali. Tutto questo fa comprendere bene come i membri del pantheon egizio abbiano colto l'importanza della Regola dei Tre fin da tempi antichissimi.

Miti

Secondo la storia della creazione dei sacerdoti di Eliopoli, il mondo in origine era formato dalle acque primordiali, personificate come Nun. Da esse emerse un cumulo di melma o terra su cui si sedette Atum-Ra, il dio generato da se stesso emergendo dal Nun. Atum sputò o si masturbò, a seconda delle versioni, e produsse aria, personificata in Shu, e umidità, personificata in Tefnut. I due figli si unirono per creare la terra, Geb, e il cielo notturno, Nut.

Geb e Nut furono poi i genitori di Osiride, Iside, Set e Nefti, che diventarono due coppie: Osiride e Iside rappresentano fertilità e ordine, mentre Set e Nefti rappresentano il caos. Horus, figlio di Osiride e Iside, è spesso incluso in questa leggenda della creazione, sebbene tecnicamente non faccia parte dell'Enneade.

Va sottolineato che questa è solo una delle molte leggende sulla Creazione. Gli egizi credono che non ci sia un mito più corretto degli altri ma che la verità sia una combinazione delle varie versioni. Le altre storie principali sono la tradizione Menfita di Ptah e quella Ermopolita dell'Ogdoade.

Membri dell'Enneade


Bibliografia
1. Tratto dalla pagina Enneade su "Wikipedia Italia" (it.wikipedia.org) - vedi la pagina

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