Kama

Kama

Scheda: Kama


- Titolo: vedi testo
- Epiteti: vedi testo
- Livello di Potenza: ?
- Simbolo: Cinque frecce fiorite
- Piano di residenza: Forse Arborea. Vedi testo
- Genere: Maschio
- Allineamento: Caotico Buono
- Area di influenza: -
- Adoratori: -
- Allineamento dei chierici: ?
- Domini: -
- Pantheon: Vedico
- Divinità alleate: -
- Divinità nemiche: -
- Arma preferita: Arco e frecce


Dapprima nacque Kama. Né gli dei, nè gli uomini né gli antenati possono essere paragonati al lui. Egli è superiore a tutti e per sempre il più grande.1

Kama, il dio dell'amore del Pantheon Vedico, è un brillante e abile giovane. Egli è uno dei Principi Universali (Vishva-deva) e, come molte altre divinità vediche, viene spesso considerato dai suoi seguaci la divinità suprema nonché il motore della creazione.[1] [2]

Descrizione

Kama è la divinità che presiede alla mente, il dio della bellezza e della gioventù. È raffigurato come un fiero adolescente che cavalca un pappagallo. Possiede due, oppure otto, braccia.[1]

Kama porta un arco fatto con una canna da zucchero; la corda dell'arco è una fila di api, le cinque frecce sono fatte di cinque fiori che ispirano l'amore: il loto blu, il gelsomino, il fiore del mango, lo champaka e lo shirisha. Per questo, Kama è chiamato Puspa-bana, "colui le cui frecce sono fiori" e Panca-sayaka, "armato di cinque frecce". Egli porta inoltre un cappio o un laccio (pasa) con cui cattura e lega la vittima lontana, e anche un uncino con cui afferra la vittima vicina. Questi quattro strumenti dell'invincibile dio — la freccia, l'arco, il cappio e l'uncino — sono associati nei rituali e nei diagrammi magici delle scuole tantriche seguaci della Dea alle quattro grandi formule magiche con cui i chierici del Pantheon Vedico inducono amore e sottomissione. Le formule di comando sono rispettivamente: "Apri!" (jambha), simboleggiata dalle frecce; "Confondi, fai impazzire!" (moha), simboleggiata dall'arco; "Paralizza, stordisci, rendi rigido e immobile!" (stambha), simboleggiata dal cappio; e "Umilia, sottometti, soggioga!" (vasha), simboleggiata dall'uncino. Sul vessillo rosso del dio si vede un delfino (makara). È attorniato da danzatrici e dai musici celesti2.[1] [2]

Molti vegliardi seguaci del pantheon distinguono tra "il processo tramite il quale Kama deposita il suo seme nel grambo della Natura, che costituisce l'eros reale (sakshat manmatha) e la semplice goccia di lussuria che, sparsa nel multiverso, forma tutto l'erotismo del mondo, l'inquietudine nella mente".[1] [3]

Titoli ed epiteti

Il dio Kama - by Flor Juan Perez

Come le altre Potenze del Pantheon Vedico, Kama ha numerosi nomi ed epiteti [1]:

  • Ricordo (Smara)
  • Colui-che-turba-lo-spirito (Manmatha)
  • Uccisore (Mara)
  • Possessore-di-frecce (Ishma)
  • Nato-dalle-acque (Kanjana)
  • Schiavo (Kinkara)
  • Ebbrezza (Mada)
  • Delizia (Rama o Ramana)
  • Figlio-delle-passioni (Bhava-ja)
  • Figlio-dello-spirito (Mano-ja)
  • Figlio-dell'attrazione (Karshni)
  • Figlio dell'Illusione (Mayi o Maya-suba)
  • Amato-dalla-fortuna (Shri-nandana)
  • Il Bello (Abhi-rupa)
  • Colui-che-accende (Darpaka o Dipaka)
  • Intenso (Gadayitnu, Gridhu, Gritsa)
  • Bramoso (Kamana, Kharu)
  • Colui-che-accende-il-Creatore (Kandarpa)
  • Felice (Kantu)
  • Scostumato (Kulakeli)
  • Ingannatore (Mohi)
  • Fiamma-di-miele (Madhu-dipa)
  • Stupefacente (Muhira)
  • Scoppiettio-del-fuoco (Murmura)
  • Stelo-dell'Attaccamento (Raga-Vrinta)
  • Armato-di-bellezza (Rupastra)
  • Voluttuoso (Shatanarica)
  • Distruttore-della-pace (Shamantaka)
  • Maestro-del-mondo (Samsara-guru)
  • Grembo-della-voluttà (Shringara-yoni)
  • Pigmentato (Titha)
  • Armonioso (Vama)
  • Armato-di-fiori (Kusamayudha)
  • Dall'arco-di-fiori (Pushpa-dhanus)
  • Dalle-frecce-di-fiori (Pushpashara)

Relazioni

Agni, il dio vedico del fuoco è considerato una forma di Kama. infatti quando li si distingue, Kama appare come la forma superiore dell'altro dio3. [1]

Nei Purana la sua affascinante compagna è Rati, "Concupiscenza e Piacere sensuale". Il comandante in capo di questo pericoloso giovane è Vasanta, "Primavera". Con un profumato vento del sud, Vasanta fa fiorire la terra e intenerisce tutte le creature per prepararle al dolce, penetrante e irresistibile attacco del dio dell'amore. [2]

Il fratello minore di Kama è Collera (Krodha). Kama ha un figlio che si chiama Senza-rivali (Aniruddha) — un aspetto di Vishnu — e una figlia denominata Sete (Thrisha). [1]

Il mito di Kama e Shiva

Il dio Kama insidia Shiva - autore gnoto

In un mito molto antico, ripreso dal Ramayana, si batte che Kama avesse cercato una volta di conquistare Shiva (il maestro yogi e l'archetipo dell'asceta solitario del Pantheon Indù) su ordine del re degli dei vedici, Indra, che voleva interrompere la meditazione di Shiva e farlo innamorare della dea Parvati, la figlia divina del re Himalaya. Gli dei, infatti, erano divenuti inquieti poiché l'Asura Taraka era diventato troppo potente e minacciava gli dei vedici ed il loro potere; per questa ragione, doveva essere eliminato. Grazie ad una concessione di Brahma, tuttavia, Taraka poteva essere ucciso soltanto da un figlio di Shiva. Il grande dio però, dopo la morte della moglie Sati, era in perenne meditazione, doveva essere svegliato dal suo stato affinché si innamorasse di Parvati e con lei avesse quel figlio che avrebbe salvato gli dei. Parvati era un'incarnazione della Dea suprema, l'eterna controparte femminile e l'energia di Shiva, che il dio doveva proiettare per contrastare il potere di Taraka.

Ma, quando la prima freccia floreale colpì il bersaglio e Shiva si distolse dalla contemplazione atemporale della propria suprema luminosità, un lampo d'ira scaturì dal suo terzo occhio, posto tra le sopracciglia, e il corpo di Kama, l'incarnazione stessa del fascino irresistibile, fu ridotto in cenere. Rati, la sposa desolata, convinse Shiva, commosso dai lamenti di lei, a riportare in vita il consorte, ma, mentre lo spirito poté ritornare, non fu più possibile riprodurre il meraviglioso corpo. Pertanto Kama è chiamato Ananga, "senza corpo". Egli si libra intangibilmente e invisibilmente sopra gli amanti e tra di loro, portandoli ad abbracciarsi. Un'altra cantata, tuttavia, sostiene che Shiva permise a Kama di rinascere nelle sembianze di Pradyumna, figlio di Krishna. [1] [2]

Kama e Krishna

La seduzione del divino incarnato in Krishna — uno dei principali avatar di Vishnu — nei confronti della propria manifestazione, rappresentata da Radha, è il vero erotismo. La bellezza divina è talmente grande che lo stesso dio ne rimane stupefatto. L'Amore (Kama) guardando le unghie dei piedi di Krishna, simili a gioielli, ne fu inebriato. Perse qualsiasi nozione di virilità e di femminilità e disse: «Anche se nel corso di innumerevoli vite dovessi praticare la più severa delle ascesi, un giorno devo rinascere nelle sembianze della figlia del vaccaro, nel paese delle vacche, per accarezzare voluttuyosamente le unghie dei piedi di Krishna». Ma Krishna, invaghito di se stesso, aveva già deciso di avere con se stesso l'esperienza dell'amore. Manifestò allora la propria natura nell'aspetto di pastorelle e potè quindi godere di loro.4 [1]

La nascita di Kama

Prajapati, il Progenitore, volle procreare. Si eccitò e inventò la copulazione: «Dall'unione del seme [la luna] e del respiro [il sole] otterrò numerosi figli»5

La nascita di Kama è un argomento controverso: si dice che, in quanto primo dio, egli sia nato da stesso (atma-bhu) e da nessun altro (ananyaja, aja). Si dice anche, tuttavia, che ad ogni manifestazione del multiverso nel corso degli infiniti kalpa egli esca dal cuore dell'Essere Immenso (Brahma) o emerga dalle acque primordiali (ira-ja). Il Taittiriya Brahmana fa di lui il figlio del Dharma e chiama la sua sposa Fede (Shraddha). Secondo lo Harivamsha, egli è il figlio di Fortuna (Lakshmi-putra). [1]

In cosmologia Kama nasce dall'unione di un principio d'acqua rappresentato dalla luna, con un principio igneo, o respiro vitale, assimilato al sole. [1]

Nella scienza dei mantra, "per formare il seme dell'Amore (Kama-bija), vale a dire la sillaba KLIM che lo simboleggia in tutti i riti, si collega il seme dell'acqua (ab-bija) che è il suono K, il seme della terra (prithivì-bija) che è il suono L, il seme dell'energia che è il suono I e la luna, rappresentata dalla finale nasale"6. [1]

Adoratori e culto

Colui che cerca l'amore con la speranza di un godimento è vittima del desiderio. il saggio accetta i piaceri sensuali quando arrivano, ma con cuore distaccato. Egli non è vittima del desiderio.7

Kama è venerato dagli yogi, perché soltanto lui, una volta soddisfatto, può liberare lo spirito dal desiderio. Questa è una delle ragioni per cui, devono essere scolpite immagini erotiche sulle pareti di certi templi e sulla porta dei santuari. Perché non è il piacere, bensì il desiderio che lega i mortali e che — secondo le dottrine del Pantheon Indiano — è un ostacolo al loro progresso spirituale. [1]

Kama è venerato con ghirlande di rosse foglie di ashoka. [1]

Kama-loka, il reame di Kama

Kama-loka, "il regno (loka) dei desideri e del loro esaudimento (kama)", è il meraviglioso paradiso dell'amore, dove varie creature dimorano incantate dagli oggetti dei sensi. Così affascinati gli esseri, dimentichi del proprio , rimangono legati alla ruota multiversale del Tempo, destinati a rinascere, nel Primario o nei Piani, in base alla natura dei loro pensieri e dei loro desideri. Infatti il frutto del desiderio è il destino, come attesta l'origine dei supplicanti. Così, ogni seguace del Pantheon Vedico, legato al ciclo karmico dai fili delicati ma resistenti e durevoli dei propri desideri, vaga da un'esistenza all'altra — celeste, terrestre e immonda — ora come un umanoide, ora come un animale e ora come un dio, incapace di distaccarsene e di raggiungere la pace. [2] [3]

Solitamente ci si riferisce a Kama-loka come ad un unico dominio che, stando alle sue caratteristiche, dovrebbe trovarsi su Arborea. Esso, però, comprende numerose località, che paiono appartenere a molti Piani diversi. Da qui l'idea che Kama-loka sia costituito, in realtà, da una serie di piccoli reami separati, sparsi per i Piani Esterni e (forse) il Primario:

  • I regni situati sui Piani Inferiori contengono i purgatori, come anche la regione degli spettri — qui chiamati preta —, la regione dei rakshasa, quella degli immondi asura, quella degli spiritelli maligni chiamati kumbhanda, un regno popolato da naga e un altro da creature tutelari della casa chiamate yaksha, attendenti di Shiva e Kubera.
  • Kama pare avere anche un dominio nel Primario Materiale, ove governa su umanoidi e animali. Più probabilmente, tuttavia, parlando di questa regione non ci si riferisce ad un regno fisico ma al potere che Kama esercita a maggior ragione sugli storditi primini. Alternativamente, potrebbe trattarsi anche di un reame situato nelle Terre Esterne.
  • Anche nei Piani Superiori Kama sembra possedere vari domini. Qui egli incarna la suprema personificazione del fascino del mondo transitorio. Governa un regno popolato da garuda, oltre ad un paradiso di musici celesti detti gandharva. Questi ultimi sono esseri rinati ai piaceri sensuali di Arborea, dove essi godono della compagnia e dell'amore delle danzatrici celesti (apsaras). I seguaci del Pantheon Vedico considerano questo paradiso inferiore ad altri luoghi celesti maggiormente spirituali: fra i regni di Kama, infatti, figurano anche piani celesti progressivamente sempre più rarefatti e sovrapposti l'uno all'altro. Dato che si tratta di luoghi paradisiaci e che si dice raggiungano le pendici di un immenso monte chiamato Sumeru, vari vegliardi concludono che Kama abbia anche dei piccoli regni su ciascuno degli strati di Celestia. A conferma di una simile tesi, il monte Sumeru è descritto ergersi fino alle sfere più elevate della beatitudine celeste, ai confini di quello che i seguaci del Pantheon Vedico chiamano Brahma-loka: si tratta del regno dell'essere senza forma e della beatitudine puramente spirituale e dunque si identifica quasi certamente con Chronias, il Cielo Illuminato. Ma il potere di Kama arriva fin lassù. Infatti — insegnano i saggi maestri che seguono il pantheon — il multiverso è prodotto della volontà divina (iccha) o del desiderio divino (kama), il desiderio dell'Uno di essere molti. Tutte le sfere dell'essere sono generate e sostenute da questo primario impulso creativo, proprio del Brahman. Sul piano carnale, esso opera attraverso il mistero del sesso; sui piani più alti, è la volontà del Creatore. Kama, pertanto, è "il primo degli dei", ma anche il più giovane, perché nasce ogni giorno dall'incontro e dall'accoppiamento delle creature di ogni tempo. Esso è il Potere mediante il quale l'Uno genera Se stesso come uomo, animale o pianta, e quindi porta avanti la creazione continua del multiverso. È il punto di congiunzione tra l'eternità e il tempo, per mezzo del quale quella abbondanza diventa questa abbondanza e il non-manifesto diventa manifesto in tutti gli esseri del cosmo, da Brahma fino all'ultimo filo d'erba. [2] [3]

Bibliografia
1. Alain Daniélou Miti e dei dell'India – I mille volti del pantheon induista, BUR Saggi, 2002
2. Heinrich Zimmer Filosofie e religioni dell'India, Mondadori, 1951
3. Contributi di approfondimento da parte dello staff di Planescape.it (raccordi e parallelismi fra la mitologia e la filosofia indiane e l'ambientazione di Planescape)

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