Lingua aboleth

Lingua aboleth

Linguaggio parlato

Organi vocali erano presenti in corrispondenza del sistema respiratorio principale, ma presentavano anomalie che non era possibile risolvere sul momento. Non pareva probabile che la creatura si esprimesse in un linguaggio articolato e sillabico, ma non era difficile immaginare un sistema di note musicali, acute, che coprissero una vasta gamma di toni.1

Gli aboleth fanno uso di un linguaggio incredibilmente complesso che le creature con una sola bocca trovano difficile da riprodurre. Gli aboleth parlano attraverso i numerosi orifizi sui fianchi, gli stessi che usano per respirare ed espellere muco nell'acqua circostante. Le più semplici parole aboleth richiedono solo un orifizio, ma più è complicata la parola maggiore è il numero di orifizi richiesto per pronunciarla bene; solitamente a parole complesse corrispondono concetti altrettanto elaborati. Senza eccezioni, gli studiosi aboleth hanno più "bocche" dei loro meno dotati fratelli.

Le creature inferiori con una sola bocca possono parlare l'Aboleth ma devono limitarsi alle parole più semplici oppure scimmiottare i suoni più complessi con strumenti aggiuntivi (come flauti, cornamuse o grandi corni d'ottone come tube o tromboni). In entrambi i casi, chi parla in questo modo appare ad un aboleth ignorante e tonto.

Linguaggio scritto

Man mano che gli Antichi s'inabissavano, la loro scultura e la loro scrittura erano cambiate in modo peculiare, servendosi di processi chimici di verniciatura che i bassorilievi non ci chiarirono del tutto, ma che probabilmente servivano a ottenere la fosforescenza.2

La lingua scritta degli aboleth è altrettanto complessa, con centinaia di migliaia di intricati glifi simili a geroglifici astratti. Un aboleth scrive sulla pietra o sul metallo con minuscoli congegni simili a ditali fatti di cristallo che vengono inseriti sulla punta dei suoi tentacoli. Gli aboleth affondano i ditali in densi acidi che non sono facili da rimuovere con l'acqua per poi incidere le rune direttamente su tavolette di pietra o metallo. Tutte e quattro le punte dei tentacoli vengono usate simultaneamente per incidere le rune; una creatura con solo una o due mani ha bisogno di più tempo in proporzione per scrivere in Aboleth.

Nomi aboleth

I nomi aboleth (sia quelli personali che quelli delle città) vanno dall'incredibilmente complesso allo spaventosamente semplice. Gli aboleth fanno poca distinzione fra il nome di uno specifico aboleth e quello della sua città; spesso il nome di una città aboleth è lo stesso del sapiente aboleth che fondò la città. Tipici nomi aboleth sono Dupapn, Mavad'Nidhuned, Nevek'Dithasig, Sochsna, Torop'Jethixur e Urdol.


Bibliografia
1. Baker, Rich, J. Jacobs, S. Winter, Signori della Follia: Il Libro delle Aberrazioni, Wizards of the Coast & Hasbro, 2005-04

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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