Pantheon Greco (Greek Pantheon)

Pantheon Greco (Greek Pantheon)

Introduzione

Gli dèi dell'Olimpo si rivelano nelle onde che lambiscono dolcemente le rive del mare e nei tuoni che echeggiano tra picchi coperti di nuvole. Nelle fitte foreste popolate dai cinghiali e le colline digradanti ricoperte di uliveti è possibile scorgere l'evidenza del loro passaggio. La loro presenza echeggia in ogni aspetto della natura, ma queste potenze si sono conquistate un posto anche all'interno del cuore umano. [2]

Nati dai lombi dei Titani, nipoti del Cielo e della Terra, i poteri Greci si sono presto ritagliati un posto nel multiverso. Le loro imprese epiche sono diventate subito leggenda, le loro passioni impetuose e oscuri traffici si sono diffusi come le onde dell'Oceanus. Nel giro di pochi millenni, sono passati da gruppo minore a uno dei più influenti pantheon dei Piani. Ora, dotati di ancor più esperienza, hanno rinsaldato il loro dominio e mirano ad espandersi ulteriormente. I membri più importanti di questo pantheon sono anche chiamati "deiolimpiciOlimpici" dal nome della montagna che li ospita: il loro potere è cresciuto così tanto che alcuni primevi chiamano col nome di "Olimpo" l'intero piano di Arborea. Se questa non è influenza, niente lo è. [2]

Il Pantheon

Il Pantheon Greco è stranamente umano, o almeno gli umani che lo venerano sono stranamenti simili agli déi. L'annosa diatriba sul fatto che siano stati i mortali a creare i poteri o viceversa qui non ha risposta; le divinità greche sono semplicemente le emozioni e il raziocinio umani incarnati. Perfino Atena, la più razionale di questi poteri, ha un lato estremamente emotivo, e una volta stuzzicato non c'è modo di ragionare con lei. Il resto degli déi è ancor più suscettibile: le Potenze Greche sono chiaramente l'incarnazione della furia divina, tanto da aver reso i loro nomi sinonimi delle passioni di Arborea. Per ogni volta in cui i poteri hanno raggiunto un accordo su un argomento, se ne possono contare altre nove in cuinon ci sono riusciti. I Greci non sono molto coesi; sono orgogliosi e polemici e nessuno di questi due tratti è particolarmente utile a mantenere la pace: quando discutono, possono far tremare i loro reami tanto che nessun mortale vorrebbe trovarsi nelle vicinanze. [2]

Nonostante la natura intensamente caotica e le loro meschine gelosie, i Greci sono uno dei pantheon più forti del multiverso ed è palese che – quando mettono da parte le loro differenze e lavorano insieme – non c'è nulla che non possano fare. Ed essi davvero superano i loro egoismi ed operano insieme quando serve, incanalando le loro passioni verso un fine comune. Dopo tutto, hanno spodestato i Titani e li hanno gettati su Carceri; hanno collegato il Monte Olimpo, una delle Grandi Strade, a tutti i mondi dei loro adoratori (o almeno, questo è ciò che affermano, anche se altri asseriscono invece che questo sentiero planare esistesse da molto prima dell'arrivo degli dèi). E facendo ciò, hanno lanciato un chiaro messaggio al resto dei piani: il pantheon dei Greci è un gruppo di cui aver paura. [2]

A parte i Titani, i Celti sono i principali rivali dei Greci, e i due pantheon lavorano costantemente per mettersi i bastoni fra le ruote. Mentre i Celti sono aperti ad accettare nuovi poteri, i Greci sono conservatori, e preferiscono schiacciare le nuove potenze soto il proprio calcagno piuttosto che lasciarle espandere; credono che il modo migliore di convincere i nuovi venuti che gli Olimpici hanno tutte le risposte, sia mostrare l'assoluta forza del pantheon. Basti dire che nel tempo si sono fatti un po' di nemici: se tutti loro si unissero per attaccare i Greci simultaneamente, il multiverso avrebbe un pantheon in meno. Per esempio, i poteri Greci si sono appropriati spudoratamente di alcuni aspetti delle divinità egizie, togliendo loro seguaci per averne ancor di più per sè. Apollo, dio della luce, ha risucchiato via molti fedeli del dio del sole Ra. Gli Egizi, anche se potenti, non potevano sostenere un assalto e si ritirarono piuttosto che sfidare gli Olimpici. Quindi è principalmente a causa dei Greci che gli Egizi non occupano più un posto predominante nel multiverso, e qualunque tagliaccio degno di questo nome può immaginarsi come l'abbiano presa Ra, Iside e gli altri. ohg

A differenza di altre divinità, i poteri del pantheon Greco non sono molto interessati all'innovazione. Alcune teste bacate sostengono che gli Olimpici siano codardi, fuori dal tempo e impauriti dalle nuove tecnologie. [2] In realtà, la loro tendenza tradizionalista non ha implicazioni tanto forti e negative ed è piuttosto dettata dalla prudenza: le potenze greche venute dopo Zeus – memori anche delle vicende di Urano e Crono – sono convinte che i mortali non debbano superare i limiti imposti dalla propria condizione poiché ciò potrebbe mettere in pericolo l'equilibrio del multiverso. A riprova di ciò, i poteri Greci apprezzano l'esplorazione dei confini di ciò che è ignoto: non sono divinità oscurantiste e, anzi, fra i loro fedeli si contano alcuni fra i più grandi filosofi del multiverso. [8] Semplicemente, gli déi olimpici raccomandano attenzione: solo perchè una linea è stata oltrepassata una volta, non significa che la si possa attraversare di nuovo per tornare indietro. [2]

Secondo un'accusa più sottile, i poteri Greci favorirebbero unicamente lo sviluppo della mente a discapito di innovazioni più pratiche. [8] Questo non è vero; semplicemente il sistema attuale funziona per loro e per i loro seguaci, e non vogliono modificare qualcosa che li ha portati così lontano. Sebbene i Greci preferiscono avere a che fare con lo spirito e le emozioni, la forgia del fabbro Efesto è una prova evidente di come abbiano membri che creano e innovano. [2]

I membri del Pantheon Greco

Più di ogni altra cosa, i poteri Greci sono capricciosi. Hanno opinioni più forti di qualunque mortale, e non apprezzano che sgherri più deboli si diano delle arie al posto degli dèi. La chiamano hybris, superbia, ed è meglio ricordare di portare il dovuto rispetto ai poteri. Se un babbo tenta di volare troppo in alto, verrà sicuramente ricacciato indietro. [2]

Zeus è il capo del pantheon, ma per la maggior parte del tempo non governa attivamente gli altri dèi. Interviene per prendere in mano la situazione solo quando lo irritano o minacciano di danneggiarsi a vicenda. Sono poteri caotici, in fondo, e in una certa misura Zeus incoraggia questo comportamento. Questo, tuttavia, non include combinare guai nel Materiale. Certo, gli dèi sono tentati in molte occasioni di fare una visitina al Primo, ma di questi tempi le punizioni sono rapide e severe, per cui si accontentano di inviare tramiti, o più raramente avatar. Certo, mettono in conto anche l'intervento diretto quando pensano di riuscire a farla franca, ma non succede quasi mai. [2]

I seguaci

Gli adoratori del Pantheon Greco sono, beh, suonati. Quantomeno, questo è quello che potrebbe sembrare ad un osservatore esterno. Anche se riveriscono i propri dèi, allo stesso tempo li ridicolizzano con satire e tragedie. Anche se danno molta importanza alla logica e la ragione, combattono sevaggiamente fra loro portando quella logica a esiti spaventosi. Sono un popolo strano e complesso, con molte diversità interne. La loro società è sparsa su una miriade di isole, ciascuna con la sua storia e cultura. E sebbene i diversi gruppi si combattano tra di loro, non esitano a unirsi per scacciare chiunque osi interrompere il loro baccanale di filosofia e mito. [2]

I seguaci degli Olimpici si comportano proprio come i loro poteri, ma sono un po' meno estremi. Hanno un unico concetto di onore e destino, e un babbo che rompe uno dei due compie un'offesa capitale. In breve, questa società è fiera e guerresca, perchè non conosce altre vie. [2]

I devoti dei Greci sono esploratori, sempre in cerca dell'orizzonte, che sia fisico o mentale. Assorbono tutto quello con cui entrano in contatto, soggiogandolo e includendolo così nella propria visione del mondo. Tutto ciò che toccano ne esce indelebilmente segnato. [2]

Eroi e tramiti

I poteri dell'Olimpo hanno un gruppo comune di tramiti, sgherri che dedicano le proprie vite a servire gli dèi, che ai mortali piaccia o no. Questi tagliacci sono eroi leggendari, che si sono trovati coinvolti nelle più grandi storie e hanno guadagnato un pizzico di immortalità per proprio conto, forse per via del loro sangue divino o semplicemente per capriccio del fato. La lista include, tra gli altri, Ercole, Teseo, Perseo, Odisseo, Achille e Giasone. [2]

Ovviamente la gente dei Piani riconosce questi eroi, che si sono costruiti una reputazione migliore di quella che la maggior parte delle persone potrà mai sperare di avere. Si dice perfino che alcuni di loro siano vicini a diventare semidivinità – sempre che non lo abbiano già fatto. Molte divinità Greche lasciano ascendere i propri tramiti preferiti, ma alcune ricordano fin troppo bene il modo cui esse stesse guadagnarono potere rovesciando i propri padri. Zeus, in particolare, mantiene gelosamente la propria posizione, e ci vorrà parecchio sforzo per chiunque – sia pure un nobile eroe – per andare molto lontano nel pantheon. [2]

Certo, non tutti i tramiti sono spacconi mortali. Anche le Furie servono gli dèi Olimpici, pur essendo considerate loro stesse dei poteri. In qualità di vendicatrici del pantheon, le Furie si fanno avanti solo quando un dio è stato offeso personalmente, o quando una grossa fetta della società si merita il castigo divino. Le Furie non vengono mai spedite in missione come un normale tramite. Mai.[2]

Gli Olimpici fanno anche un uso intenso di tramiti inferiori, sebbene assegnino loro solo compiti minori. Questi tramiti non hanno nomi propri immediatamente riconoscibili; tipicamente si tratta di ashira, driadi, satiri e sirene. Apollo, Ares e Atena preferiscono i per e i solar per le loro missioni. [2]

Infine, alcuni tramiti temporanei sono mortali o supplicanti, tagliacci che sono riusciti a catturare l'attenzione del dio almeno per un attimo. Gli Olimpici assegnano loro alcuni compiti e poi li congedano. Non è tanto un rifiuto per una questione di fiducia quanto una mancanza di interesse; i poteri Greci sono volubili, e serve uno sforzo incredibile per mantenere l'attenzione della divinità scelta. E quel genere di attenzione non è sempre una buona cosa. [2]

Video: "Come sarebbero GLI EROI GRECI in Dungeons & Dragons"

di Mitologicamente… Grivitt


Bibliografia
1. Tratto dalla pagina Divinità della mitologia greca su "Wikipedia (it.)" - vedi la pagina
2. Colin McComb, Robh Ruppel On Hallowed Ground, TSR, Inc., Ottobre 1996, pp. 114-128; le medesime informazioni sono riportate anche alla pagina Pantheon Greco su "Sigil Online" (sigilonline.altervista.org) - vedi la pagina
3. Tratto dalla pagina Olympian Pantheon su "Forgotten Realms Wiki" - vedi la pagina
4. Tratto dalla pagina Category: Olympian Pantheon su "Timaresh - Planescape Wiki" - vedi la pagina
5. Tratto dalla pagina "More Greek Powers" su web.archive.org, archiviato da "A Tiefling's Exultation (www.geocities.com)" - vedi la pagina
6. Tratto dalla pagina Greek Pantheon su "Mimir.net" - vedi la pagina
7. Tratto dalla pagina Greek Pantheon su "Ravenloft Wiki" - vedi la pagina
8. Contributi da parte dello staff di Planescape.it basati sulla reale cultura e mitologia greca.

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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