Società draconica

Società draconica

I draghi non si radunano mai se non hanno uno scopo1

I draghi sono solitari, e interrompono la loro solitudine solo per accoppiarsi, allevare i cuccioli o cercare aiuto per fronteggiare qualche minaccia. E' raro che i draghi di specie diverse stringano alleanze, anche se è noto che si sono trovati a collaborare in situazioni estreme, come quando sorge una grossa minaccia comune.

Alcuni studiosi credono che i draghi soffrano di xenofobia. Quest'idea non si allontana troppo dal vero: qualsiasi drago sta bene in propria compagnia. Quando diventa prudente o necessario avere un compagno, un drago ne cerca uno, ma questo dev'essere quanto più possibile simile a lui.

I draghi metallici di specie diverse sono più inclini a collaborare rispetto ai draghi cromatici, anche se è risaputo che soltanto i draghi d'oro e d'argento suggellano amicizie durevoli. Ai logorroici draghi d'ottone piace mlto la compagnia degli altri draghi metallici, ma perlopiù questi ultimi (anche gli altri draghi d'ottone!) preferiscono che questa compagnia sia assunta in piccole dosi. I draghi metallici non collaborano mai con i draghi cromatici.

Quando i draghi malvagi di specie diverse si incontrano, di norma combattono per proteggere i loro territori. I dragho buoni sono più tolleranti, ma conservano un forte senso del territorio, e tentano di solito di risolvere le divergenze in modo pacifico.

Territorio

In genere un drago considera come èroprio tutto il territorio situato entro un giorno di volo dalla sua tana. Il drago non divide il suo dominio con nessun altro drago, ad eccezione della sua compagna e dei cuccioli (se ne ha), e anche in questo caso i draghi più giovani sono soliti separarsi dopo l'accoppiamento e lasciare le uova senza alcuna custodia.

Sebbene i draghi cromatici non bramino di condividere il territorio, tollerano qualche piccola sovrapposizione tra i loro territori e quelli dei draghi vicini della stessa specie o dello stesso allineamento. Queste aree di confine divengono luoghi di incontro in cui i draghi si riuniscono per parlamentare e scambiarsi informazioni. In molti casi, un drago condivide questezone con un potenziale compagno.

Tra i draghi ancora troppo giovani per l'accoppiamento, il bisogno di sicurezza e difesa di solito sovrasta il desiderio di solitudine. Le covate di draghi nate nello stesso momento di solito rimangono insieme finché ciascun individuo non diventa forte abbastanza per sopravvivere per conto suo e stabilirsi in una propria tana.

Conflitti e interazioni tra i draghi

Nelle occasioni di scontro tra draghi, è raro che il conflitto sia di base territoriale. Per un drago è ben più semplice partire in volo per trovare una zona non ancora reclamata da nessuno, piuttosto che rischiare ferite e morte combattendo contro un altro drago. I draghi per lo più combattono per l'opportunità di depredare le tane altrui. Il desiderio di un drago di ammassare tesori è pressoché leggendario, anche tra i draghi stessi, e ciascuno di essi sa bene che sconfiggere un rivale è spesso il modo migliore per ottenere ricchezze. I draghi combattono anche per motivi di accoppiamento (e tali contese non sono limitate solo ai maschi), e di norma tentano di uccidere o cacciare via i dragi vicini di allineamenti diversi dal loro. Tra i draghi metallici e quelli cromatici esiste un'inimicizia particolarmente radicata. I draghi blu e quelli d'ottone, per esempio, prediligono entrambi la vita nei deserti e spesso giungono allo scontro.

Quando due o più draghi si incontrano e desiderano evitare un conflitto, di solito comincianoa volare lentamente in circolo, studiandosi a vicenda e con cautela. Se i draghi sono di taglie o età diverse, tali preliminari sono piuttosto rapidi: tra i draghi lo status dipende dall'età. I draghi anziani sanno di avere ben poco da temere da parte dei draghi più giovani, a meno di non essere già feriti. In modo analogo, i draghi più giovani sono consapevoli del fatto che i più anziani della loro specie sono in grado di ucciderli facilmente, e sanno che il miglio modo per sopravvivere all'incontro è negoziare.

Se i draghi che si incontrano sono della stessa età o taglia, la tendenza è verso una maggiore cautela, giacché un attacco improvviso da parte di uno dei due draghi potrebbe significare la fine per l'altro. I draghi potrebbero allora volare in cerchio per intere ore.

Una volta terminati i preliminari, i draghi si mettono a conversare. Se rimangono sospettosi l'uno dell'altro, continueranno a volare, con il drago o i draghi più anziani un po' più in alto. Mentre sono in volo, i draghi sono costretti a parlare con un tono di voce molto alto, poiché non possono avvicinarsi alla distanza adatta per una conversazione. Grazie all'udito fine e all'incredibile capacità vocale dei draghi, questo limite della comunicazione non diventa un grosso problema. Se i daghi giungono a più miti consigli, spesso volano verso un luogo alto e inaccessibile dove possano dialogare in privato.

Accoppiamento

L'atteggiamento e l'approccio di un drago nei confronti dell'accoppiamento dipende dalla sua specie e dalla sua età. I draghi seguono un certo numero di strategie riproduttive tese a soddisfare i loro bisogni e caratteri. Queste strategie servono a garantire la prosecuzione della specie draconica, a prescindere da ciò che succede ai genitori o alla loro tana.

Gli adulti giovani, e in particolare quelli malvagi o meno intelligienti, tendono a deporre uova ogni anno e in ogni dove, e lasciano che la loro progenie badi al proprio sostentamento. Le femmine più anziane spesso depongono diverse uova in anni consecutivi, curandosi in prima persona di una covata, affidandone un'altra al compagno (che porterà le uova in una tana diversa) e lasciando le restanti covate a se stesse. A volte un drago femmina affida le uova (o i cuccioli di uova appena dischiuse) a padri putativi non draconici.

I draghi adulti e adulti maturi sono quelli che in genere cercano un compagno più stabile e decidono di crescere i piccoli insieme.

I draghi più anziani, invece, dopo l'accopiamento crescono i piccoli da soli, e anche i maschi svolgono questo ruolo (in questi casi la femmina depone le sue uova nella tana del maschio oppure il maschio porta le uova nella sua tana). I draghi più anziani, inoltre, a volte trovano per la loro prole un sostiituto non draconico dei genitori. Uno o entrambi i genitori si recano in visite periodiche dai sostituti, per stabilire se costoro stanno svolgendo bene l'incarico loro affidato.

L'accoppiamento dei draghi, tuttavia, non si limita a questioni riproduttive, e spesso contempla anche l'amore. Ciò vale in particolare per i draghi metallici, anche se l'amore esiste senz'altro anche per draghi cromatici. I draghi di allineamento legale spesso trovanno un unico compagno per tutta la vita (anche se, alla morte di uno, l'altro di solito si trova un nuovo compagno). I draghi che si accoppiano per l'intera vita, di solito non rimangono sempre insieme: spesso occupano tane separate e si accordano per incontrarsi a intervalli stabiliti. I draghi legali non sono sempre monogami, ed è noto che alcuni hanno organizzato, con partner differenti, complessi accordi sul mantenimento e la cresita dei figli. Tali relazioni di solito si instaurano tra un drago anziano e diversi compagni più giovani, e possono contemplare la poligamia o la poliandria.

I draghi caotici tendono a cambiare spesso i loro compagni, anche se con la vecchiaia cominciano a prediligere un unico compagno.

I draghi sono notoriamente virili, e capaci di incrociarsi con quasi ogni creatura. Tra i draghi metallici, gli incroci avvengono spesso quado il drago assume un'altra forma e si innamora, anche se per breve tempo, di un non drago. I draghi cromatci possono semplicemente rispondere allo spirito di avventura e dare vita, come risultato, agli incroci. In entrambi i casi, il drago coinvolto èdi norma un adulto giovane. Un drago abbandona quasi sempre la sua progenie mezzo-draconica, oppure la ascia alle cure del suo genitore non draconico. I draghi cromatici di solito non si preoccupano del destino del mezzosangue. I draghi metallici credono (e generalmente hanno ragione) che il mezzo-drago avrà una sorte migliore tra i non draghi piuttosto che tra i draghi.

Si sa di incroci tra le diverse specie di drago, ma si tratta di casi rari. Un drago ibrido di questo tipo viene generalmente lasciato a se stesso, ma in certe occasioni entrambi i parenti (ammesso che siano in buoni rapporti) potrebbero curarsi del piccolo finché questo non raggiunge la maturità.

Perché i draghi ammassano tesori?

I draghi bramano i tesori perché, in fondo, non sono altro che enormi gazze ladre rettili2

Un drago colleziona tesori principalmente per la loro bellezza; del resto non pensate che la bellezza possa mai essere troppa, vero? E inoltre, alcuni tesori sono ottimi manicaretti3

Quando si pensa che i draghi accatastano tesori e li usano come giacigli, non è difficile accusarli di avidità. Dopo tutto, in tal modo a chi giova tutta quella ricchezza?

Alcuni saggi paragonano il desiderio di un drago di ammassare tesori al comportamento delle gazze ladre, dei topi mercanti e di altre creature che ammucchiano istintivamente gli oggetti splendenti e luccicanti. Questa osservazione non è affatto sconclusionata, poiché nessun drago sembra capace di spiegare per bene il motivo del suo desiderio di ammassare tesori. Diversamente da un corvo o da una gazza ladra, un drago brama possedere oggetti con un valore monetario, e non semplice chincaglieria scintillante. I draghi sono ben consapevoli del valore degli oggetti che possiedono. Quando si trovasse a dover scegliere fra diversi tesori, anche il drago più virtuoso aspirerebbe a prenderli tutti. Se proprio deve scegliere, il drago tende a preferire gli oggetti più costosi. I draghi mostrano una predilezione per gli oggetti con un valore monetario intrinseco, piuttosto che per quanti devono il loro valore alla magia.

E' quasi impossibile descrivere la gioia assoluta e primitiva che draghi traggono dai loro tesori. Nei momenti di tranquillità, un drago si rotolerà in una pila di tesori come un maiale sguazza nel fango nei giorni di calura, e sembra che il drago ricavi un analogo piacere compiendo questa azione.

Un drago ricava anche un'immensa soddisfazione intellettuale dalle sue fortune. Conserva un accurato inventario mentale degli oggetti, e calcola di volta in volta il valore totale in monete del suo patrimonio.

L'attenzione draconica nei confronti dei tesori ha senza dubbio un elemento istintivo che non si potrà mai spiegare a fondo, ma l'ammassare beni ha anche alcune ricadute pratiche per i draghi.

Prima di tutto, possedere un tesoro cospicuo a portata di mano concede al drago un certo controllo sul rischio della propria morte. I draghi privati de loro tesori subiscono spesso un trauma emottivo tale da rendere irrequieto il loro spirito anche dopo la morte.

Secndo e più importante, i draghi ottengono uno status sociale, nell'ambito della loro specie, proprio grazie all'abbondanza dei loro beni. Sebbene il primo criterio per valutare lo status tra i draghi sia l'età, il valore del tesoro di un drago determina lo status relativo tra i draghi della stessa età (quando si paragonano i valori dei tesori, i draghi contano gli oggetti magici come se valessero metà del loro prezzo di mercato). Un cumulo particolarmente vasto di ricchezze potrebbe far considerare un drago più giovane sullo stesso piano di uno più anziano; possedere poche ricchezze può di contro deprimere il drago sino a uno status ancora più basso di quello che la semplice età indicherebbe.

I draghi con uno status superiore hanno più facilità nel trovare compagni. Hanno più influenza tra gli aòtri loro simili, ed è più probabile che vengano loro chiesti aiuti o consigli. A sua volta, questo fatto contriuisce ad accrescere ulteriormente il loro status.

I draghi tendono a vantarsi del valore dei loro tesori quando parlano con i loro simili, il che risulta comprensibile, dal momento che un drago non ottiene alcuno status dai suoi tesori se gli altri draghi non sono a conoscenza dei tesori stessi. Tale vanagloria, però, non è esente da rischi, in particolare fra i draghi cromatici, poiché gli esponenti malvagi della loro specie sono sempre pronti a rubarsi il tesoro a vicenda.

Tra i draghi più anziani, ammassare tesori ha anche un'altra valenza pratica. Man mano che invecchia, le sue capacità magiche aumentano, e il drago è più capace di utilizzarea a proprio vantaggio gli oggetti magici presenti tra i suoi tesori.


Bibliografia
1. Andy Collins, Skip Williams, James Wyatt Draconomicon — il Libro dei Draghi, Wizards of the Coast, 3 Edition & Hasbro, 2003

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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