La Guerra dei Gemelli

La Guerra dei Gemelli

Il mito

Molti gnomi hanno la peculiarità di non possedere un mito della creazione sulla loro origine come razza, aspetto che tuttavia risulta coerente con la loro visione della vita come un infinito senza inizio e senza fine. Le domande poste a Garl su questo tema non hanno mai portato a nulla, sebbene il Burlone sia piuttosto famoso per l'ambiguità delle risposte date su qualsiasi argomento.

La cosa degli gnomi che più si avvicina ad un mito della creazione si può ritrovare nella seguente storia che racconta l'inizio della battaglia tra Garl ed i suo gemello ed opposto Gelf. Questa è una leggenda inconsueta su Garl poiché egli viene presentato come un burlone gioioso e astuto nella maggior parte dei racconti gnomeschi.

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Garl Glittergold, il dio splendente, si era appena seduto per fare colazione in una pura e perfetta mattina. Il suono del vento tra le foglie degli alberi era melodia per le sue orecchie ed il nettare dorato di cui si cibava rifletteva la luce del sole in modo esemplare, diffondendola in tutte le direzioni; ogni goccia incarnava il culmine perfetto di tutto ciò che era e che sarebbe stato. Il mattino era tutto ciò che avrebbe dovuto essere e nulla sembrava poter andare storto; Garl provava un profondo senso di pace. Anche se alla sua vista ogni mattino — ogni momento — era perfetto, per lui ogni istante era anche irripetibile e diverso da ogni altro.

Mentre era seduto a contemplare la perfezione del miele sul proprio palato, udì un rumore, un suono strano e stridulo che rovinò la musica del vento e gli fece andare di traverso il nettare. Era un suono iroso, ronzante e lamentoso, il suono di qualcuno in lotta con tutto il creato.

Garl si alzò e andò a vedere quale fosse l'origine del suono: quale nuova cosa, venuta alla luce, aveva la capacità di rovinare così l'armonia del mondo? Il dio camminò per giorni procedendo a piccoli passi; poi coprì chilometri in un solo istante. Alla fine scoprì la causa di quel terribile suono.

Innanzi a lui c'era una figura oscura con capelli neri, pelle grigia, occhi splendenti e un'arcigna bocca non sorridente. La figura era tanto alta quanto Garl, aveva la sua stessa forma e indossava persino i suoi stessi vestiti. In tutto il resto, tuttavia, era l'esatto opposto di Garl. Non c'era niente che le due figure potessero avere in comune, e tuttavia erano identiche; erano opposte e, dunque, complementari. Proprio per questo, Garl riconobbe nell'entità che gli stava dinanzi Gelf, il proprio gemello oscuro. Non si erano mai incontrati prima, ma Garl sapeva tutto di Gelf, così come Gelf sapeva tutto di lui. Erano l'ombra l'uno dell'altro, punti opposti della stessa sfera.

Nelle sue mani, Gelf teneva l'origine del suono. Era uno strano oggetto, qualcosa di non del tutto formato. Era in parte una spada, in parte una bacchetta, in parte uno scettro, in parte un bastone e in parte una cetra; tutte le forme mutavano costantemente l'una nell'altra, così che qualsiasi parte potesse essere tutte le parti allo stesso istante. Gli occhi di Garl bruciavano a quella vista e, nonostante i suoi vertiginosi cambiamenti, il mutevole oggetto rimaneva saldo nelle mani di Gelf.

Gelf guardò Garl, sorrise e lanciò l'oggetto per aria. Il suono aumentò e le illusioni di bellezza iniziarono a cadere da esso come pioggia, sovrapponendosi alla vera perfezione del mondo e oscurandola. Collera e furore sorsero nel cuore di Gelf.

"Gelf!" chiamò Garl, "Perché hai con te questo oggetto? Buttalo via, e unisciti a me nella perfezione del mattino. Non rovinarla danzando con le ombre."

"Quelle che sono le ombre per te, caro fratello, sono la perfezione per me. Io non posso vivere nello squallido mondo a cui tu sei così penosamente avvinghiato, quindi ne creerò uno che risponda ai miei desideri!" Gelf sogghignò e città di fumo e di luce sorsero alle sue spalle, bloccando il vento e facendo cessare la musica delle foglie.

Garl sapeva che le cose non sarebbero mai potute essere pacifiche tra lui e suo fratello. La verità dell'uno era l'anatema dell'altro, e così sarebbe stato per sempre. A malincuore sollevò la sua ascia Testa d'Oro e la puntò verso il suo gemello: "Non potremo mai vivere in pace, fratello mio, e allora guerra sia. I nostri punti di vista sono troppo diversi per poter essere riconciliati".

Gelf annuì, sollevando anch'egli la sua arma. "E io non ti permetterò di porre fine al mio tentativo di cambiare le cose. Stai in guardia, e non osare più chiamarmi fratello".

I due si corsero incontro ed iniziò una fragorosa battaglia. Combatterono per sempre e per un solo istante, con ombre che nascevano e morivano ad ogni loro colpo. Il loro duello era la danza della verità, benché fosse mortale, e questa verità inondò il multiverso con potere e ragione anche se di essa non restò traccia. La battaglia — che venne in seguito chiamata Guerra dei Gemelli — continua ancora oggi, anche se ci sono pause tra un colpo e l'altro per lasciare che la vita scorra. I corpi delle due potenze volteggiano con il mondo in mezzo a loro; per questo, i mortali — al centro della contesa — vedono la notte ed il giorno, che rispecchiano il conflitto tra le due divinità.

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La Guerra dei Gemelli nella campagna

Spunti per l'avventura

Sebbene il racconto precedente sia tanto un'allegoria della natura gnomesca quanto una storia su come si formarono il giorno e la notte, i DM intenzionati a dare una svolta mitologica alle loro campagne potrebbero facilmente ipotizzare che la battaglia sia letteralmente avvenuta e sia tuttora in corso; i personaggi potrebbero tentare di interromperla o cercare di farla continuare per non compromettere l'intera esistenza e l'equilibrio di parte del multiverso. La battaglia tra Garl e Gelf è continua, ma potrebbe essere fermata se si trovasse un modo per far dialogare le due divinità.

Consigli per l'interpretazione

Come giocatori di un personaggio gnomo, potere usare i temi di conservazione dello status quo contro il cambiamento come un modo di esprimere il temperamento del vostro personaggio. Quest'ultimo è più simile a Garl o a Gelf? Crede che un equilibrio tra i due opposti sia possibile o persino auspicabile? Quali tipi di cambiamenti desidera? Quali sono le cose di cui è contento?


Bibliografia
1. J. Decker, M. Lyons, D. Noonan Dungeons & Dragons 3.5 – Razze di Pietra, Wizards of the Coast & Hasbro, 2004-08

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)


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