Tanar'ri

Tanar'ri


[Work in Progress]

Anche nell'Abisso si va in taverna - by Alan Pollack

Far Rimanere Morti i Morti

Salve, mortali! È giunto il momento di imparare come uccidere i tanar’ri. Xanxost conosce solo tre attacchi pienamente efficaci: l’incantesimo dardo incantato e—Questo l'ho già detto.

Ora è il momento di imparare quando un tanar’ri morto resterà tale e quando invece tornerà. Sì, i tanar’ri sono immuni alla maggior parte della magia. Sì, resistono agli incantesimi che possono danneggiarli. Sì, hanno quell’atteggiamento ostinato, duro come uno slaad, che li fa continuare a combattere anche quando sono feriti gravemente. Ma i demoni possono essere uccisi. Xanxost lo ha fatto molte volte. A volte, però, un demone si riforma nell'Abisso. Tutto dipende da dove muore, da che tipo di tanar’ri è e da quanti artigli ha sul piede sinistro. In realtà, il piede non c’entra per niente. Se un tanar’ri muore mentre si trova nell'Abisso, quel poveretto è morto per sempre, senza alcuna possibilità di ritorno. Il suo cadavere viene risucchiato nel cuore del piano e alla fine risputato fuori sotto forma di un manes o qualche altra creatura inferiore. È troppo vicino alla fonte del suo potere, troppo vicino per riformarsi e riprovarci. L’attrazione dell'Abisso è semplicemente troppo forte. (Se il suo spirito viene invece distrutto in qualche modo, il cadavere si disfa e non nutre l'Abisso.)

I tanar’ri trovano più facile riformarsi quando vengono uccisi lontano dal loro piano natale. I loro spiriti semplicemente volano indietro nell'Abisso e rinascono. Ma non tutti i demoni possono farlo. I tanar’ri minori, inferiori e perfino alcuni maggiori non hanno sviluppato un legame abbastanza forte con l'Abisso da ritrovare la strada del ritorno. Non così lontano. Inoltre, non hanno abbastanza forza di volontà per riformarsi, anche se riuscissero a tornare. Se muoiono fuori dall'Abisso, finiscono dritti nel libro dei morti, e questo è tutto. Addio. Solo i veri tanar’ri possiedono il legame e la forza di volontà necessari. Nel corso dei secoli, hanno imparato a dominare le proprie forme e i fuochi che ardono dentro di loro. Una semplice spada nel petto non basta a farli fuori. I più saggi tra gli slaadi dicono che i veri tanar’ri portano con sé frammenti dell'Abisso nei loro cuori quando viaggiano, e che il piano richiama a sé quei frammenti quando il loro guscio si spezza. Tuttavia, il processo di rinascita richiede tempo—almeno quattro minuti. No, aspetta, più o meno un centinaio d’anni. La furia incandescente di un tanar’ri morto deve modellare nuovamente la sua forma individuale dalla massa ribollente d’odio che è l'Abisso. Ma, oho! Il defunto deve aggrapparsi al desiderio di vivere per tutto questo tempo. Se cede, è perso per sempre. Ma la maggior parte dei tanar’ri lotta fino all’ultimo. È parte del loro fascino. A seconda della loro forza di volontà, possono rinascere in una posizione più alta o più bassa nella catena del potere.

In ogni caso, i baatezu, i maledetti legali baatezu, gli odiati… Si dice che i diavoli di Baator abbiano perfezionato un dispositivo in grado di intrappolare lo spirito di qualsiasi demone che osi opporsi a loro. Xanxost tratterrà il suo giudizio fino a quando non vedrà con i propri occhi questo dispositivo in azione. Alcuni altri slaadi dicono che Xanxost è schiumato. “Xanxost," dicono, “come ti abbiamo già detto, sei schiumato!” Credono che qualsiasi tanar’ri che muore si riformi sempre nell'Abisso come il più infimo degli infimi, tornando in vita come un manes. Che accada sempre, a tutti i demoni. Questo spiegherebbe perché l'Abisso sia così pieno di tanar’ri. Ma probabilmente non è vero. Altri immondi possono morire per davvero. Perfino gli slaadi muoiono quando muoiono. Quindi chi dice che i tanar’ri dovrebbero sempre tornare in vita? Non Xanxost! I tanar’ri sono imprevedibili, ma nemmeno loro possono lasciare il ghigno alla morte per sempre!

Trattare con i Mortali

Telson Cornospezzato

Ecco un suggerimento per i mortali, primevi o planari che pensando di fare la pelle, evocare o altrimenti avere a che fare con i tanar’ri: distendersi di fronte ad un fragoroso branco di maelefanti o baku. Otterrete lo stesso risultato di base salvandovi da molte seccature. In verità, questo è un buon suggerimento quando si tratta di qualsiasi immondo, ma è soprattutto utile per i tanar’ri. Vedete, poiché sono mostri del caos, alterano le regole di impegno, negoziazione e diplomazia per infastidire. Insultare un baatezu o spintonare uno yugoloth, lascerebbe facilmente immaginare ad una zolla cosa accadrebbe dopo. Non sarebbe bello, ma almeno sarebbe previsto. Ma non è mai detto cosa potrebbe accadere quando si ha a che fare con un tanar’ri, così come sarebbe inutile provare ad immaginare come potrebbe essere il suo umore. A volte un tanar’ri è generoso e caritatevole. Altre volte mutila la zolla più vicina senza pensarci due volte. E non è legato da alcuna legge, contratto o scappatoia. Non c’è nulla che gli impedisca di mentire o di sottrarsi a qualsiasi accordo voglia. L’unica regola che rispettano è la legge del più forte – e la metà delle volte ignorano anche quella. In breve, i tanar’ri sono il caos personificato, ma i loro gusti vanno al male più di qualunque altra creatura abbia mai incontrato. Si deliziano a mostrare crudeltà ai deboli ed indifesi, e traggono un perverso piacere nella tortura di mente e corpo che sia. Appassionati e focosi, tutte le loro energie vertono a soddisfare i loro bisogni più spregevoli ed egoisti. E saltano di gioia alla possibilità della brutalità, che sia per lo strappare le ali ad un moscerino o lanciare una zolla in una pozza di saliva caustica. Credetemi, non sto facendo tremare la mia scatola d’ossa; lo so. Non vi dirò come ho imparato a legare la forza vitale di una marilith alla mia, ma l’ho fatto comunque. Vedete, ho voluto l’immortalità e la ricchezza al di la di ogni mio desiderio più selvaggio. Certo, sapevo benissimo che la parola di un demone non valeva un granello sporco, ma sapevo anche che non poteva rifiutare; dopotutto, ho avuto la sua vita in pugno, giusto? Sbagliato. Lei ha preso parte della mia in cambio, ed ho imparato che da quel momento l’immortalità che mi era stata promessa era una vita eterna di schiavitù come un dretch al suo servizio. Suona come qualcosa che farebbe un tanar’ri? No, non lo pensavo nemmeno io. Vedi, era pronta per rompere la sua parola in maniera audace e provare a schiacciarmi. Non ero pronto a farmi spellare. Ma questo va a dimostrazione del mio punto: ogni tanar’ri è un’eccezione alla regola. Eppure, nonostante il guaio in cui mi sono ritrovato, ho pensato che avrei fatto meglio a rivolgermi a tutto quello che potevo riguardo ai tanar’ri. Ecco perché sto raccogliendo la cantata da per questo libro. Voglio essere preparato per il giorno in cui finalmente verrò trascinato nell’Abisso. Certo, potrei dimenticare la maggior parte di quel che ho imparato, ma dovrei riuscire a girare in mio favore una parte di quel che so. Spero.

Elenco in ordine di potenza:

Inferiori, in ordine di potenza:

Minori, in ordine di potenza:

Maggiori, in ordine di potenza:

Veri Tanar'ri, in ordine di potenza:

Tanar'ri guardiani:

Personalità tanar'ri

Djukikh, Assassino Dretch (Dretch Assassin)

Maegoshel

Albero dei contenuti in ordine alfabetico


Bibliografia
1. Tratto dalla pagina Djukikh, Dretch Assassin su "mimir.planewalker.com" - vedi la pagina
2. Tratto dalla pagina Maegoshel su "mimir.planewalker.com" - vedi la pagina

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