Tara

Tara

Scheda: Tara


- Titolo: Potenza della Fame, Notte di Collera
- Epiteti: La Stella
- Livello di Potenza: ?
- Simbolo: Una stella fiammeggiante
- Piano di residenza: Abisso, strato 32
- Genere: Femmina
- Allineamento: Caotico Malvagio
- Area di influenza: -
- Adoratori: -
- Allineamento dei chierici: CN, CM, NM
- Domini: -
- Pantheon: Vedico
- Divinità alleate: Brahma, Kali
- Divinità nemiche: -
- Arma preferita: -


Essa, che merita di essere servita dall'Essere Immenso (Brahma), dall'Immanente (Vishnu) e dal Trascendente (Shiva); essa, che crea, nutre e distrugge il mondo; che sostiene l'universo, distrugge la paura intrinseca dell'esistenza, è l'unica che può far sì che non rinasciamo indefinitamente; questa è l'energia suprema, il vascello con cui può essere attraversato l'oceano del mondo.1

La Stella, Tara, è il secondo Oggetto della Conoscenza Trascendente. Ella è la potenza dell'Embrione d'Oro (Hiranya garbha), la prima localizzazione cosmica, cominciando dalla quale si sviluppa il mondo. Essa rappresenta il potere trascendente dello spazio, corollario della potenza trascendente del tempo.

Genesi e natura di Tara

Tara appare nell'Immensità cosmica come prima localizzazione di energia, come una fonte di luce, una combustione, un'azione divorante.

Non appena compare il germe dell'esistenza e si definisce una localizzazione, nasce il vuoto e con esso la fame, il bisogno di riempirsi. La fame è la natura stessa del vuoto spaziale, substrato di ogni materia; ecco perché la materia, l'esistenza, la vita sono caratterizzate dalla fame. L'esistenza non è che manifestazione della fame. Ogni cosa esiste perché ne divora un'altra, che ne divora ancora un'altra e così via. L'embrione desidera solo nutrirsi. Il multiverso sopravvive e si sviluppa solo attraverso la combustione, divorando qualche combustibile, qualche nutrimento. Questa fame perpetua è la fonte del sacrificio cosmico e di ogni fonte di vita. L'Embrione d'Oro può essere descritto come personificazione della fame. Il suo potere proviene dalla capacità di divorare. Il nome che si da a questa fame pura, assoluta, è Stella, Tara.

Poiché era soltanto la personificazione della fame, l'Embrione d'Oro fu dapprima terribile: divorava ogni sostanza, ogni forma, ogni pensiero, ogni sapere. Quando trovava del cibo si fermava. Per tale ragione Tara ha due aspetti, uno aggressivo, terribile, divoratore, l'altro tranquillo e luminoso. Ciò è anche la natura del Sole e di tutti gli esseri.

La fame non è solo desiderio di nutrimento fisico. Il desiderio di sapere e quello di potere sono anch'essi aspetti della fame. Ogni cosa che conduce le creature dei piani verso la loro meta si presenta come un desiderio, una fame, fa parte del regno della Stella.

La rappresentazione del vuoto

Nel suo aspetto tranquillo, il potere della fame è chiamato semplicemente il Vuoto.

[La Stella] è la forma trascendente del Vuoto, la sedicesima parte ( kala ), la Bellezza-suprema ( Maha-sundari ). Superba, essa comanda il Re dei re. Senza limiti, regna sopra al vasto universo. Essa è il Grande Vuoto, la Stella da cui gradualmente venne formato tutto e che conduce tutto verso la liberazione dal ciclo senza fine [della vita].2

Tutte le divinità sono aspetti del Vuoto. Vedendo nel nulla il fine dell'universo, i saggi lasciano un mondo illusorio di confusione e di smarrimento (moha) per dissolversi nel Vuoto, nella forma immutabile dell'Immensità.3

Finché è nutrita, finché vengono gettate offerte nel terribile fuoco solare, il sole cosmico è pacifico; ma se viene a mancare il cibo, il sole diventa la Stella Terribile (Ugra-Tara) e divora i mondi.

L'immagine di Tara

Nella notte del tempo, che rappresenta lo stato di dissoluzione universale, la luce compare come un punto, una stella. Questa luce rappresenta la natura, la manifestazione del pensiero. Essa è lo struento della conoscenza che illumina il suo oggetto.4

Tara è sempre descritta con un aspetto terribile, con quattro braccia sulle quali sono attorcigliati serpenti velenosi. I capelli arruffati sono legati con serpenti. Nelle mani tiene una testa mozzata e una coppa, perché nel suo umore tenebroso beve il sangue, la linfa del mondo.

Essa sta saldamente dritta con il piede sinistro in avanti, posato sopra un cadavere. Ride fragorosamente. Se sue mani reggono una spada, un loto blu, un pugnale e una ciotola da mendicante. Essa emette il suo grido di guerra hum! . I capelli fulvi, i disordine, sono legati con serpenti azzurri velenosi. In questo modo Tara la Terrificante distrugge l'inconsapevolezza dei tre mondi che essa trasporta sulla propria testa [per portarli all'altra riva].5

Seduta sopra un loto bianco che esce dalle acque, essa riempie l'universo con il suo splendore. Nelle mani tiene delle forbici, una spada, un teschio, un loto blu; gli ornamenti sono costituiti da alcuni serpenti che essa porta a o' di cintura, da orecchini, collane, bracciali, braccialetti e cavigliere. Ha tre occhi rossi, spaventose trecce fulve, una magnifica cintura, denti spaventosi. Attorno alle reni indossa la pelle di una pantera. Il diadema è fatto di ossa imbiancate. Per le nostre meditazioni questo è l'aspetto di Tara, madre dei tre mondi, seduta sopra il cuore di un morto, il viso risplendente della potenza dell'Incorruttibile (Akshobhya)6

In quanto Stella, Tara è anche la guida del nocchiero ed è raffigurata mentre regge un timone. In un santuario a lei dedicato situato in un remoto mondo materiale, sopra l'immagine della dea si vede una nave.

Il nome di Tara

Nell'accezione comune la parola tara significa, come abbiamo detto, stella. Ma secondo i Tantra, il senso del termine tara è ciò che porta all'altra riva, colei che ci fa attraversare ("tarati") è Tara.

Relazioni

O grande dea! Senza farsi male alcuno Shiva, il Signore del Sonno, bevve il veleno halahala ; ecco perché è chiamato "l'Indistruttibile". La potenza trascendente dell'illusione, sempre occuapata con lui in giochi lascivi, è la Stella, Tara7

Nei Tantra Tara è la compagna dell'Indistruttibile (Akshobhya), un aspetto di Shiva.

Tara e Kali

Nel Grande Vuoto, sfera dell'Uovo dell'Immensità (Brahmanda) che è l'universo esistono cinquanta forme di vuoto. Tra queste, cinque fanno parte dell'ambito [spaziale], il dominio della fame che è Tara; le altre appartengono alla Potenza del Tempo, a Kali8

Nell'immensità senza limiti del tempo che divora tutto, apparve un infinito vuoto abitato da una fame divorante. Tara è la manifestazione spaziale della Potenza del Tempo (Kali) con cui condivide il dominio del vuoto, substrato del multiverso.

La potenza trascendente del tempo è la divinità che governa (adishthatri) la distruzione universale (maha-pralaya). La terribile Stella è la divinità che sovrintende alla distruzione di un sistema solare (surya-pralaya). Distruggere è la Legge (Dharma) di queste due dee. Ecco perché non vi è una grande differenza fra le immagini che servono alla meditazione su una o sull'altra divinità9.

Nel ciclo giorno-notte, Tara rappresenta l'inizio dell'aurora, il primo desiderio, il primo segno di fame che compare dopo la calma del sonno, dopo il reame di Kali. Quindi, Tara regna dalla metà della notte fino alle prime luci dell'alba. Questa parte è la Notte-di-collera (Krodha-ratri), nella quale tutte le cose viventi si preparano a divorare altre vite, altri esseri.

Vedi anche: Ratri


Bibliografia
1. Alain Daniélou Miti e dei dell'India – I mille volti del pantheon induista, BUR Saggi, 2002

(IMPORTANTE! POLICY: Gran parte del testo è liberamente tratto e in parte adattato dalle fonti citate e comunque dalle pubblicazioni Dungeons & Dragons della TSR e della Wizards of the Coast, nonchè dalle traduzioni ufficiali della 25 Edition, oltre ad altre fonti come le pubblicazioni della PAIZO Publishing per Pathfinder, che mantengono i diritti, intellettuali e non, sull'ambientazione e i suoi elementi. Allo stesso modo tutte le immagini sono coperte da copyright e vengono presentate senza alcuno scopo di lucro, corredate di autore e proprietario, e pertanto non sono riproducibili o utilizzabili in nessun ambito commerciale.)

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