Varianti degli aboleth

Varianti degli aboleth

L'origine marina era indicata con chiarezza dalla forma simmetrica e da altre caratteristiche, ma non si potevano stabilire i limiti dell'adattamento successivo ad altri ambienti. […] Il mistero di un'evoluzione così complesssa su un pianeta neonato – evoluzione completata in tempo per lasciare nitide impronte sulle pietre dell'Archeano – era così inconcepibile da spingere Lake a qualche fantasticheria sui miti immemorabili dei Grandi Antichi, esseri filtrati dalle stelle che avrebbero creato la vita terrestre per scherzo o per sbaglio; e a ricordare i fantastici racconti di esseri cosmici provenienti dall'Altrove, ma stabilitisi sulle montagne della terra, che aveva sentito da un collega del dipartimento inglese della Miskatonic, un appassionato di folklore locale.
Ovviamente Lake non scartò la possibilità che le impronte precambriche fossero opera di un antenato meno evoluto degli esemplari attuali, ma accantonò questa facile teoria dopo aver valutato le avanzate qualità strutturali degli antichissimi fossili. Se mai, le impronte più tarde mostravano segni di decadenza invece che di più alta evoluzione. Le dimensioni degli pseudopodi erano diminuite, l'intera morfologia sembrava ridotta e semplificata. Inoltre, nervi e organi appena esaminati facevano pensare a una forma di regressione rispetto a forme più complesse. Le parti atrofizzate e ormai inutili erano addirittura prevalenti, e nel complesso niente poté essere chiarito o risolto in modo definitivo.
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Sebbene gli aboleth esistano da innumerevoli ere, la forma e le funzioni dei loro corpi non si sono evolute quanto ci si aspetterebbe. Forse le loro memorie razziali in qualche modo tengono a freno lo sviluppo, incoraggiandoli a conformarsi al passato2. È anche possibile che la forma attuale degli aboleth rappresenti la vetta della perfezione per la loro specie: se così fosse, qualsiasi ulteriore adattamento o evoluzione non sarebbe altro che una regressione.

Esistono però alcune forme alternative di aboleth, sorte quando queste creature si espansero in nuovi territori e furono obbligate a mutare come risultato. Per la maggior parte, queste varianti di aboleth sono abbastanza simili per statistiche all'aboleth standard presentato nel Manuale dei Mostri; i cambiamenti sono indicati nei paragrafi che seguono.

Aboleth anfibio

Gli aboleth trascorrono l'intera esistenza sott'acqua. Hanno poco interesse nell'esplorazione estesa del mondo di superficie: è questo ciò a cui servono gli schiavi. Alcuni aboleth, però, in particolare quelli rimasti isolati dopo il crollo di una caverna o obbligati ad abbandonare le loro case native per qualche ragione, devono vivere in aree inadeguate alla loro fisiologia. Gli aboleth intrappolati in zone secche soccombono rapidamente al lungo dormire, ma coloro che rimangono in zone con un po' d'acqua, come una grande palude o un vasto acquitrino, possono, con il tempo, adattarsi. Questi aboleth anfibi sono identici ai loro cugini acquatici, eccetto che per tre caratteristiche: la velocità a terra aumenta a 6 metri, la velocità di nuoto scende a 12 metri e ottengono la qualità speciale anfibio — il che significa che possono respirare con maggior facilità i gas prodotti dal loro nilatasto quando si trovano sulla terraferma. Questi aboleth possono sopravvivere indefinitamente a terra: si seccano e soccombono al lungo dormire solo se subiscono sufficienti danni non letali da sete o fame da perdere i sensi.

Uobilyth (aboleth aereo)

La più esotica e insolita variante di aboleth è l'isolato uobilyth o "aboleth aereo", come è nota ai pochi che ne hanno incontrati degli esponenti. Uno uobilyth assomiglia d'asoetto ad un aboleth comune ma la sua coda non ha punte ed il suo colorito è di un verde-acqua più cupo. Gli uobilyth non hanno il sottotipo acquantico né una velocità di nuoto . Ottengono il sottotipo aria e una capacità di volo di 18 metri (buona). La capacità di volo di uno uobilyth è una capacità soprannaturale.

Gli uobilyth non sono mai di allineamento legale; la maggior parte è neutrale malvagia o addirittura caotica malvagia. Creature solitarie, amano vivere in alto tra le nubi con i loro insondabili pensieri e raramente fanno schiavi. Gli uobilyth vivono a chilometri dal terreno, raramente a un'altitudine inferiore ai 4,5 chilometri e di solito tra i 4,5 e i 9 chilometri. Creano le loro dimore all'interno di grandi nubi perenni colme di umidità e mantenute dalla loro antica magia. Come gli uobilyth siano andati a vivere tra le vette dei cieli rimane ignoto, ma il motivo ha probabilmente a che fare con il loro intrinseco rifiuto delle tradizioni della storia e della società aboleth. Per questo motivo, è persino possibile che fra loro vi sia una percentuale più alta del consueto di incantatori divini.

Aboleth stigeo

Ere fa, una grande città di aboleth particolarmente mastodontici operò un impressionante atto di magia e trasportò un intero mondo di schiavi e servitori dal Piano Materiale ai Nove Inferi; giunsero nello strato noto come Stygia e lì prosperarono. Da quel tempo, l'influenza di Baator ha mutato questi aboleth, infondendoli della gelida magia malvagia di Stygia e creando una specie completamente nuova. Questi aboleth stigei governano nazioni di baatezu e schiavi acquatici rapiti da innumerevoli piani e mondi. Con il tempo, questi aboleth potrebbero trasformarsi in una nuova specie di diavoli, ma fino ad allora l'aboleth stigeo medio sarà simile in capacità e statistiche a un aboleth immondo avanzato. Di seguito c'è un esempio di aboleth stigeo.

Orluthian, aboleth stigeo

Orluthian governa una piccola città di skum immondi costruita sotto un iceberg collocato in un angolo remoto di Stygia. Lì, pianifica la costruzione di speciali portali vortice che possano attraversare le dimensioni e raggiungere gli oceani del Piano Materiale. È dalle navi e dalle vittime trascinate tramite questi portali che Orluthian raccoglie le materie prime di cui ha bisogno per proseguire i suoi esperimenti; egli mira in particolare a capire come mai gli umanoidi siano improvvisamente diventati così comuni nei mondi.


Bibliografia
1. Baker, Rich, J. Jacobs, S. Winter, Signori della Follia: Il Libro delle Aberrazioni, Wizards of the Coast & Hasbro, 2005-04

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